Nuovi accertamenti nella discarica del Cipnes

I campionamenti dell’Arpas disposti dalla Procura hanno interessato l’impianto di biostabilizzazione

OLBIA. Sono riprese ieri nella discarica di Spiritu Santu le operazioni di campionamento dei rifiuti nell’area sottoposta a sequestro preventivo. Accertamenti tecnici non ripetibili disposti dalla Procura di Tempio che indaga sullo smaltimento irregolare di fanghi di depurazione provenienti dalla Campania. La Procura ritiene che i fanghi arrivati nell’impianto del Cipnes a bordo di semirimorchi dalle province di Caserta e Napoli siano rifiuti pericolosi per la presenza di idrocarburi e zinco, e pertanto, non ricevibili, né lavorabili nella discarica consortile. Il sequestro da parte dei Noe era scattato il 28 novembre, l’inchiesta, coordinata dal procuratore Gregorio Capasso, vede indagate sei persone, tra le quali il presidente del Cipnes Mario Gattu e il responsabile del settore igiene ambientale Gianni Maurelli. Il procuratore ha disposto il campionamento dei rifiuti sequestrati il 28 novembre ma anche dei fanghi prelevati il 19 settembre dai carabinieri di Loiri Porto San Paolo e tuttora custoditi nei laboratori Arpas di Sassari, e la loro analisi. Le operazioni di prelievo dei campioni di rifiuti da parte degli specialisti dell’Arpas nominati dalla Procura e coordinati dai Noe, erano cominciati l’11 dicembre nell’area finita sotto sequestro e sono proseguiti ieri (dalla tarda mattinata fino al pomeriggio inoltrato) nell’impianto di biostabilizzazione nel quale vengono conferiti i rifiuti. Ad assistere agli accertamenti i difensori degli indagati,
tra i quali gli avvocati Roberto Onida, Alberto Sechi e Marzio Altana, e i consulenti tecnici di parte. Si attendono ora i risultati dei campionamenti mirati ad accertare la presenza dei fanghi nell’impianto di biostabilizzazione e i loro eventuali componenti pericolosi. (t.s.)

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