Piano Mancini, sì al referendum Il progetto Nizzi perde le vasche

Il Consiglio comunale approva la consultazione popolare per il 24 febbraio: 18 i sì, 4 i no e 1 astenuto Il sindaco: «La soluzione è uno scolmatore». Piccinnu, Pd: «Perdita di tempo». Bacciu: «Mossa politica» 

OLBIA. Difende la scelta del referendum consultivo sul Piano anti-alluvione firmato da Marco Mancini. E invita i cittadini a votare in massa per il sì. Il sindaco Settimo Nizzi schizza dal Consiglio regionale dove si discute il disegno di legge sulla provincia del nord est per partecipare al Consiglio comunale. «Chiediamo agli olbiesi di darci mandato per mettere in atto tutte le azioni necessarie per fare un progetto diverso rispetto a quello che sta portando avanti la Regione». Ma per le minoranze è una scelta sbagliata. Per ragioni diverse. «In realtà i cittadini non decidono nulla perché comunque sarà sempre l’amministrazione a trovare la soluzione che riterrà migliore. Gli viene solo chiesto di bocciare un progetto, il Mancini, e dare l’ok uno nuovo di cui non si sa nulla». Più tecniche le motivazioni del voto contrario del consigliere Davide Bacciu. «Un quesito contra legem, ambiguo e mal posto, che suggerisce clamorosamente cosa sia bene o male. Un referendum su una materia che non è di competenza esclusiva del Comune come richiede invece la legge».

Il Piano Nizzi perde le vasche. Il sindaco Nizzi insiste sulla bontà del referendum. «La Corte costituzionale dice che il Comune ha diritto di interpellare la comunità su un’opera importante ogni qualvolta lo ritenga opportuno – spiega –. Siamo sempre stati contro il Piano Mancini e le vasche di laminazione. Noi non ne vogliamo nemmeno una. Il nostro obiettivo è un grande scolmatore che arrivi al rio Siligheddu con una sola canna e poi con due. Il problema in fase di presentazione era legato ai costi. Dovevamo restare vicini al prezzo del nostro concorrente. Il progetto esecutivo dello scolmatore con una vasca costa 156 milioni. Con due canne senza vasche 205. Se si considera che il Mancini corretto ne costa 172, abbiamo un delta di 30. Credo che una città come Olbia abbia la possibilità di recuperare questi soldi».

Tempo perso. Per il capogruppo della Coalizione, Piccinnu, il referendum non incide minimamente sul percorso di messa in sicurezza della città. «Si perde solo tempo. E si chiede al cittadino di dare mandato all’amministrazione di prendere una decisione che non è nella sua disponibilità. Perché non spetta esclusivamente al Comune decidere il progetto anti-alluvione migliore. Il sindaco ha preso impegni in campagna elettorale e deve giustamente andare avanti. Ma questa scelta lascia Olbia scoperta chissà per quanti anni».

Nulla cambia. «Che questa amministrazione fosse contro il Piano Mancini lo ha detto in campagna elettorale e lo ha ribadito ogni volta che ne ha avuto l’occasione. Forse il referendum andava fatto prima – afferma Davide Bacciu –. State chiamando la popolazione ad avvallare ciò che avete già detto e fatto. Anche se il referendum dicesse sì,
domani non cambierebbe nulla rispetto a oggi. Il Comune non ha la competenza esclusiva sul tema. Ed è evidente che se la avesse avuta avrebbe già deliberato per mandare al macero il Piano Mancini. Ma ha scelto, ed è una sua facoltà, di caricarlo di significato politico ed elettorale».

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