Vai alla pagina su Lavoro

Decreto dignità a Olbia: niente più proroghe, la Assl lascia a casa 11 autisti

Il contratto è scaduto non può più essere rinnovato: Gli ex lavoratori: al nostro posto altri assunti a tempo determinato per 12 mesi

OLBIA- «Siamo stati lasciati soli dall'azienda e dal sindacato». L'allarme arriva, all'unisono, da un gruppo di autisti dell'Ats-Assl di Olbia. Anzi, ex autisti. Si aspettavano la chiamata per mettere la firma sull'agognata assunzione definitiva, e invece dal primo gennaio 2019 sono stati rispediti a casa nel nome del "Decreto dignità" varato dal Governo. Dopo continui contratti a tempo determinato, infatti, dietro l'angolo c'era la paura di vedersi senza lavoro, e così è stato con l'avvento del nuovo anno: «Otto di noi sono stati mandati via, tre invece sono riusciti ad essere confermati a lavoro ma con contratti a termine che scadranno tra pochissimi mesi».

Il lavoro. Per anni questi undici autisti hanno lavorato a singhiozzo e con un futuro incerto, alla guida di ambulanze della Gallura. Con turni massacranti che in certi casi arrivavano ad essere anche di 24 ore; non è difficile immaginare le emergenze dei periodi estivi o durante le festività. «Ma eravamo reperibili anche se a riposo o in ferie - raccontano loro - se qualcuno stava male o l'azienda aveva bisogno di viaggi, ci chiamavano». E c'è persino l'aneddoto che ha del tragicomico: qualcuno che durante la notte della vigilia di capodanno era operativo a Olbia, ha potuto lavorare solamente fino a mezzanotte. Sì, perché terminato il countdown e scattato puntualmente il primo gennaio, il contratto è scaduto. Ma la sensazione di precarietà è sempre stata nell'aria. «Le chiamate per firmare la proroga sono sempre arrivate gli ultimi giorni del mese, attorno al 30, e di fatto abbiamo sempre dovuto vivere nell'incertezza, senza sapere se avremmo continuato a lavorare oppure no».

La battaglia. Da una parte la richiesta di dialogo riguardo la stabilizzazione con l'azienda sanitaria, dall'altra parte la risposta che il numero concesso di proroghe era stato raggiunto e non erano possibili ulteriori prolungamenti. Così gli autisti - alcuni di loro legati all'Ats da più di dieci anni - dopo continui contratti da sei mesi, a dicembre hanno capito quale sarebbe stato il loro destino. Nessun segnale dal sindacato di riferimento, la Cisl, e qualcuno ha anche provato a mandare una lettera alla segreteria regionale e nazionale. Senza ricevere alcuna risposta.

La beffa. Ma la grande beffa arriva alla fine: gli otto autisti hanno scoperto che, per sopperire alla loro mancanza, l'Ats ne ha assunto altrettanti e con contratti ben diversi, cioè di 12 mesi. «Che noi non abbiamo mai ottenuto, soltanto da 2, 3 oppure al massimo 6 mesi». Esodati, insomma, e l'appello a questo punto gli ex lavoratori lo rivolgono all'assessore regionale alla Sanità Luigi Arru e a Fulvio Moirano, direttore generale dell'Ats: «Si parlava tanto di valorizzare le esperienze acquisite, e invece tra i nuovi autisti assunti molti sono inesperti e in graduatoria erano dietro di noi». Loro invece, gli autisti "invisibili", come si sono definiti, contano su anni di esperienza e capacità acquisite.

«La maggior parte di noi è fatta di padri di famiglia - dicono ancora - vogliamo capire il perché della nostra situazione, e soprattutto farci sentire, perché fino ad oggi siamo stati letteralmente invisibili e nessuno si è interessato alla nostra condizione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Olbia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller