Granite in spiaggia negate: il Tar condanna il Comune

Santa Teresa, la “Sea and sun” vince la battaglia per le concessioni più “aperte” Il braccio di ferro era nato per le regole stringenti fissate dalla giunta fin dal 2016

SANTA TERESA. I granitari vincono la battaglia per le spiagge di Santa Teresa di Gallura. Lo ha deciso il Tar, che ha accolto l’ennesimo ricorso presentato dalla ditta Sea And Sun contro l’amministrazione comunale per contestare le regole per vendere generi alimentari lungo l’arenile.

La storia. La guerra per il commercio itinerante cominciò nel 2016, quando la giunta comunale di Santa Teresa approvò un disciplinare che riportava criteri stringenti per le attività commerciali. Uno tra tutti: il divieto per ogni impresa di vendere in più di una spiaggia. Un dettaglio che non era piaciuto alla Sea and Sun: la ditta aveva chiesto un’autorizzazione per vendere granite preconfezionate in cinque diversi fazzoletti di arenile ma il Comune l’aveva esclusa dalla gara.

Primo round. A quel punto scattò il primo ricorso al Tar con richiesta di sospensiva, bocciata in prima istanza ma accolta dal Consiglio di Stato poiché la decisione del Comune venne ritenuta di «dubbia logicità». Poi il ricorso ritornò al Tar per il merito e, su richiesta della stessa ditta, fu dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Il secondo al palo. Nel maggio 2017 la giunta comunale ha quindi dovuto approvare un nuovo disciplinare, rimescolando le carte ma ribadendo il limite di una sola spiaggia per ciascun commerciante. E ha subito indetto la nuova selezione dei commercianti per l’estate 2017 autorizzando la Sea and Sun a vendere le granite soltanto nella spiaggia Zia Colomba. Apriti cielo. La ditta ha impugnato nuovamente il bando, il nuovo disciplinare e la graduatoria finale. Il secondo ricorso è però rimasto pendente a lungo e, nel frattempo, si è fatto tardi e il Comune ha pubblicato la gara per la nuova stagione 2018.

Buono il terzo. La Sea and Sun ha partecipato alla selezione, ma i problemi sono rimasti quelli di sempre. Quindi ha proposto nuovamente ricorso al Tar, il terzo, chiedendo il congelamento della gara e l’annullamento del nuovo disciplinare rimodulato l’anno prima. Contestando, anche questa volta, il limite di una sola autorizzazione e altri criteri fissati per l’attribuzione dei punteggi. Il 7 giugno scorso il Tar ha congelato la gara bacchettando il Comune. E nei giorni scorsi è arrivata la sentenza.

La sentenza. Il collegio comporto dai giudici Dante D’Alessio (presidente), Antonio Plaisant (consigliere, estensore) e Gianluca Rovelli (consigliere), ha dato ragione alla Sea and Sun. «In primo luogo – si legge nella sentenza numero 18/2019 – sono fondate le censure di difetto di motivazione e di eccesso di potere sollevate dalla ricorrente nei confronti delle due misure che principalmente caratterizzano la disciplina in esame, vale a dire il limite di un solo operatore commerciale per spiaggia e il divieto per ciascun operatore di concorrere per più di una spiaggia». Secondo i giudici meritano accoglimento anche i rilievi mossi dalla ditta rispetto al criterio che a parità di punteggio premiava chi aveva protocollato prima l’offerta. «Tali criteri – scrivono ancora i giudici – si pongono in contrasto con l’esigenza di assicurare la rotazione tra le imprese interessate che, oltre a essere riconducibile ai principi comunitari di libera circolazione dei servizi e par condicio sostanziale, è stata espressamente indicata dallo stesso Comune quale obiettivo da perseguire».

In conclusione, i giudici hanno disposto l’annullamento
degli atti impugnati nelle parti contestate dalla Sea and Sun, condannato il Comune alla rifusione delle spese di lite in favore della ditta, liquidate 2mila euro più oneri di legge, e compensato le spese nei confronti delle altre due ditte chiamate in causa nel procedimento.

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