Ospedale, sindaci spaccati tutti contro Biancareddu

Documento dell’Unione: «Tanti risultati per il “Dettori” sono stati ottenuti Noi non ci dimettiamo, ma la nostra vigilanza continuerà a essere assoluta»

TEMPIIO. Lui. L’ospedale. E gli altri. Sulla vertenza sanità, i sindaci si spaccano. Dieci contro uno. Tutti contro Biancareddu. «Che ringraziamo per l’impegno profuso» ma con il quale, a questo punto, non si viaggia più sulla stessa lunghezza d’onda. Il sindaco di Tempio, di recente, si è dimesso «per le tante bugie sul Paolo Dettori», la maggioranza del gruppo (gli altri dieci sindaci dell’Unione) non la pensa allo stesso modo e non si dimette. «Perché dopo tante battaglie sono stati ottenuti i primi risultati», dicono i sintesi «anche se la vigilanza continuerà ad essere assoluta».

Il documento è stato firmato dai sindaci Nicola Muzzu (Aggius) Angonio Tirotto (Aglientu), Giovanna Maria Mamia (Badesi), Emiliano Deiana (Bortigiadas), Fabio Albieri (Calangianus), Agostino Pirredda (Luogosanto), Marisa Careddu (Luras), Stefano Pisciottu (Santa Teresa), Gian Piero Carta (Trinità d’Agultu e Vignola) e Vittorio Ara (Viddalba).

La premessa è che «fin dalla nascita, nel 2008, dell'Unione dei Comuni Alta Gallura, i sindaci si sono spogliati delle rispettive appartenenze politiche o partitiche per far prevalere, appunto, le ragioni dell'unità».

Ma le cose sono cambiate. «Nel merito della vertenza sanitaria, grazie al lavoro di tutti i sindaci dell'Alta Gallura, sono stati convinti giunta e consiglio regionale a derogare dalle previsioni del decreto ministeriale 70/2015 e a evitare il declassamento a ospedale di comunità del Paolo Dettori». Non solo. «Abbiamo convinto giunta e consiglio regionale a classificare il “Dettori” come “Stabilimento di base di completamento Dea di I Livello e ospedale di comunità” e a rafforzare pronto soccorso e reparti di Chirurgia generale, Ortopedia e Otorino attraverso la previsione dell'attivazione di moduli di osservazione sub intensiva, plurispecialistici, coordinati e integrati con l'attività di terapia intensiva del presidio di area omogenea. Siamo riusciti a ottenere anche il mantenimento delle specialità e dei servizi presenti all'approvazione del modello di rete ospedaliera - compresi Punto nascita e Otorino – purché erogati in condizioni di appropriatezza».

Sul Punto nascita, i sindaci dell’Unione ricordano di aver promosso diverse azioni «che hanno visto il coinvolgimento del prefetto di Sassari Giuseppe Marani e dell'assessore regionale alla sanità Luigi Arru. Quel lavoro ha prodotto risultati apprezzabili dal punto di vista dei contenuti formali, ma sui quali permangono, da parte nostra, molte perplessità applicative su cui spenderemo ulteriori energie affinché gli impegni assunti siano concretizzati in particolare sulla piena operatività dei due posti di terapia semintensiva. Per quanto riguarda, invece, la nomina di un responsabile della Chirurgia, delle procedure concorsuali per l'individuazione di un primario dello stesso reparto e il mantenimento, a Tempio, di Otorino, esprimiamo la nostra soddisfazione e la registriamo, dopo anni di indebolimento, come una prima inversione di tendenza. Sul punto nascita rifiutiamo una narrazione semplicistica: esiste un documento del Ministero della Salute sui punti nascita, sottodimensionati rispetto ai 500 parti, su cui il Governo deve dire una parola di chiarezza; la semplice richiesta derogatoria, in presenza di un documento ufficiale del Ministero che accusa la Regione di aver mantenuto 4 Punti nascita sottodimensionati, merita un approfondimento pubblico». Il gruppo, dopo aver sottolineato di aver rischiato penalmente, emanando ordinanze urgenti, per chiedere all’Ats la riapertura del punto nascita, ribadisce che ancora oggi il problema del personale insufficiente esiste.

«Per tutti questi motivi, non riteniamo di doverci dimettere. Proprio per non mettere in crisi i primi timidi risultati ottenuti e per ottenere i posti terapia semintensiva che rafforzerebbero
le chirurgie e lo stesso pronto soccorso». Nei prossimi giorni verranno comunque annunciate ulteriori iniziative «per assestare gli obiettivi già raggiunti e chiarire le parti in cui permangono dei dubbi o dove l'azione dell'Ats è risultata contraddittoria o insufficiente». (s.p.)

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