La Cassazione mette in dubbio i “navigator”

La Corte dà ragione a un olbiese: no a contratti precari per servizi propri dei centri per l’impiego

OLBIA. “Navigator” a vista. Trema già la nuova figura professionale che dovrà trovare un lavoro stabile alle persone senza occupazione che usufruiranno del Reddito di cittadinanza. Sulla base della pronuncia della Cassazione, che ha dato ragione a un dipendente precario dell’ex Centro per l’impiego di Olbia, il “navigator” dovrebbe essere un consulente autonomo. Qualcosa di molto diverso da quanto prevede la riforma voluta dal M5S, che sembra voler inquadrare i navigatori come operatori dei Centri per l’impiego. Questa nuova professione, per accedere alla quale stanno arrivando una miriade di domande, vive nel duplice paradosso di essere una delle chiavi del sistema del Reddito di cittadinanza, ma di essere assunta con contratti di collaborazione coordinata e continuativa: rapporto da precari per chi deve trovare un lavoro stabile ad altri. In questo caso si aprirebbe la strada a una serie di contenziosi per l’assunzione nei Cpi di figure esterne. Che potrebbero non limitarsi a chiedere il versamento dei contributi previdenziali parametrati a quelli di un lavoratore subordinato.

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte di appello di Cagliari, sezione distaccata di Sassari, che ha riconosciuto, a soli fini contributivi, la natura subordinata di un rapporto instaurato con contratto a progetto per un collaboratore del Centro per l’impiego, all’epoca riconducibile all’ex provincia di Olbia-Tempio. Va detto che il rapporto autonomo non si è trasformato in subordinato, per il solo motivo che il ricorrente aveva rinunciato a far valere questa opzione. Ma il rapporto di lavoro è stato considerato, a tutti gli effetti, secondo lo schema della subordinazione: stessi orari di lavoro imposti ai dipendenti e assoggettamento al potere organizzativo del collega anziano.

Il principio introdotto dalla Cassazione stabilisce quindi che la collaborazione coordinata non si può utilizzare per chi è inserito in modo organico all’interno dei centri per l’impiego. La Corte ha riconosciuto l’inadeguatezza
della collaborazione coordinata e continuativa per soggetti che svolgono compiti “finalizzati all’erogazione dei servizi propri del centro”. I “navigator” assunti come “co.co.co” non potrebbero, quindi, essere utilizzati per erogare servizi propri dei Centri per l’impiego.

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