La stazione ferroviaria tra abbandono e degrado

Infiltrazioni continue e piccioni sempre più padroni dell’antica palazzina A rischio le tele di Biasi. I finanziamenti per il restauro restano sulla carta

TEMPIO. La vecchia stazione ferroviaria di Tempio dell’Arst Sardegna, da anni al centro di una durissima diatriba fra le varie amministrazioni comunali sin dai tempi di Frediani, si trova oggi nel più totale degrado. Una situazione peggiorata ulteriormente da quando, sfondatosi il tetto dell’edificio e alcune finestre del piano superiore, pioggia e piccioni, (di fronte al silenzio dell’Arst) sembrano diventati unici padroni.

Set di film. L’elegante palazzina costruita nel 1929, un tempo bellissima, set di film e documentari, restaurata diversi anni or sono con fondi europei, risulta oggi nel più totale abbandono. Con un ufficio che funziona come biglietteria per i pullman e tutto il resto lasciato all’oltraggio dei vandali, del tempo e all’oblio.

Giuseppe Biasi. Abbandonate alle pareti, nella sala di attesa, bisognevoli di restauro, le bellissime tele di Giuseppe Biasi, notissimo pittore incisore e illustratore sassarese, figura importante dell’illustrazione e della pittura sarda. Oggi, quelle tele, che il 18 settembre del 2014, un istrionico Vittorio Sgarbi voleva trasferire, solo a parole, all’Expo di Milano e che tutte le amministrazioni comunali degli ultimi sessant’anni hanno sempre proclamato di voler difendere e custodire, sono preda dell’umidità che penetra dal tetto lungo le mura e che in alcuni punti evidentissimi li sta già intaccando.

La richiesta. La cosa non è sfuggita ai cittadini che, visto il mancato intervento delle amministrazioni comunali, auspicano un’azione di forza del segretariato regionale del ministero per i Beni e le Attività culturali, affinché vengano prelevate, per giusta causa, le tele. Provvedendo a portarle al restauro immediato a spese dell’Arst e custodendole in luogo idoneo sino al momento il cui la città sarà degna di accoglierle nuovamente e custodirle nei modi dovuti.

Abbandono e promesse. L’abbandono della stazione ferroviaria da parte delle amministrazioni comunali e degli enti strumentali che l’hanno successivamente presa in gestione è una cosa ormai endemica e sul sito si sono infrante mille promesse di interventi immediati mai attuati. Non solo per mancanza di fondi ma anche e soprattutto per carenza di idee, fantasia e visione del luogo che potrebbe essere e che non è mai stato.

Bellezza@governo. L’anno scorso la stazione fu anche al centro di una polemica fra il sindaco Biancareddu e il segretario del Pd Mario Addis che accreditavano a ognuno di loro un finanziamento di 540 mila euro per il sito, derivante dal progetto “Bellezza@governo” ideato da Palazzo Chigi, ai tempi di Renzi,
per la valorizzazione con opportuni finanziamenti dei siti storico-artistici poco conosciuti. Di quel finanziamento sono rimaste le polemiche e, a distanza di un anno, dei 540 mila euro non si è più sentito parlare. Rimane solamente il ricordo. Ma, soprattutto, rimane il degrado.

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