Radiologia in Gallura: diecimila esami in meno

Calo di prestazioni nei reparti dei tre ospedali. La causa: mancavano i medici Ora l’organico degli specialisti è al completo, ma il nuovo sos riguarda i tecnici

OLBIA. Diecimila prestazioni radiologiche in meno nei tre ospedali della Gallura. Non accadeva da almeno vent’anni. E forse anche di più. Ogni anno si è sempre registrato un costante aumento degli esami, ma non nel 2018. 130.948 le prestazioni erogate complessivamente, contro le 141.178 dell’anno precedente. Ma qual è il motivo di questa diminuzione? La mancanza di personale che, soprattutto a Olbia, ha costretto il reparto di radiologia a bloccare per mesi le prenotazioni. Troppi esami arretrati urgenti da smaltire (soprattutto tac, risonanze ed ecografie) e l’organico di medici insufficiente non consentiva di fissare nuovi appuntamenti. Da gennaio 2019 l’organico degli specialisti è di nuovo completo. Ma c’è già un nuovo sos: ora servono più tecnici di radiologia.

Altro aspetto da sottolineare, legato sempre alla diminuzione degli esami, è stata la sospensione dell’attività di screening per la mammografia. La prevenzione gratuita, dunque, è sempre vietata. E proprio questo è uno dei dati in negativo che spicca maggiormente: nel 2018 (grazie allo screening) erano state fatte 10.491 mammografie, nel 2018 circa la metà (5.135).

In caduta libera soprattutto le ecografie. Solo a Olbia, nel 2017 erano state 15.700, nell’anno appena trascorso si è scesi a 12.680. Stesso discorso per il Paolo Dettori e il Paolo Merlo. Nella radiologia di Tempio le ecografie sono passate dalle 7310 del 2017 alle 6.343 del 2018 mentre alla Maddalena le 4268 del 2017 sono scese a 2888 nel 2018.

In aumento solo gli esami tradizionali (dai 66.800 del 2017, in tutta la Assl, si è saliti nel 2018 a 68.686).

Le tac sono diminuite sia a Tempio che alla Maddalena, ma sono cresciute a Olbia: dalle 17.500 del 2017 si è passati a 19.103. In calo le risonanze, che vengono garantite solo al Giovanni Paolo II di Olbia: 5.128 nel 2018, contro le 7.222 dell’annno prima.

La Assl-Ats continua comunque a investire in formazione e tecnologia. Tanto che con il costante rinnovo delle attrezzature radiologiche, il reparto del Giovanni Paolo II si è ormai allineato alle più innovative apparecchiature presenti sullo scenario nazionale.

Adesso arriverà un nuovo Tac a 64 strati: si tratta di un apparecchio ultramoderno con una dose meno elevata di radiazioni che sostituirà quello
ormai datato e si affiancherà a un’altra apparecchiatura all’avanguardia. Ci sono poi due risonanze (una aperta), un mammografo di ultima generazione, tre ecografi, 4 telecomandati per radiologia tradizionale e uno strumento che consente lo studio della densitometria ossea. (s.p.)

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