Bilancio record per la cantina del vermentino

Numeri da capogiro per la coop di Monti che paga ai 350 soci 164 euro a quintale d’uva conferito

MONTI. La cantina sociale del vermentino di Monti si conferma fra le eccellenze vitivinicole sarde. A dimostrarlo sono i dati del bilancio 2017 / 2018, approvato all'unanimità dall'assemblea dei soci appena qualche giorno fa. Numeri alla mano, quello approvato è un fatturato di quasi 10 milioni, 3 milioni di bottiglie prodotte, 600 ettari di superficie impiantata a vite, 350 soci sparsi fra Monti, Telti, Berchidda, Calangianus, Loiri Porto San Paolo e Buddusò, 164 euro come ultima remunerazione delle uve. Un dato quest’ultimo che ha stupito gli stessi soci conferitori che pure sono abituati a buona remuneratività della cantina.

Il trend positivo e la crescita esponenziale sono confermati dai bilanci di questi ultimi anni. Dai 7 milioni 450mila euro di fatturato dell'esercizio 2014/2015 che consentì di liquidare ai soci 97 euro al quintale più iva, agli attuali 9 milioni 415mila euro con una remunerazione di 164 euro al quintale. Fatturato che in questi quattro anni è cresciuto di 2 milioni. Numeri che fotografano un momento favorevole della cooperativa. Una lunga storia iniziata il 31 luglio 1956, quando fu costituita, contro ogni aspettativa, alla quale hanno contribuito in tanti e, da 9 anni, un intraprendente gruppo di giovani, rieletto alla guida della coop. Un cammino fatto di piccoli e costanti passi, guidati da imprenditorialità che hanno rinnovato l'azienda proiettandola verso nuovi traguardi. Risultati corroborati dalla vendemmia 2018, durante la quale sono stati lavorati 38.708 quintali di uve, con un incremento del 52% rispetto all'anno precedente falcidiato dalle avversità meteorologiche: gelate e siccità.

Il presidente Mauro Murrighile analizza il momento favorevole: «Nonostante le difficoltà a reperire il prodotto l'azienda, per scelta, ha preferito, come priorità, soddisfare per primo il mercato sardo. Per quanto riguarda la commercializzazione, oltre alla tradizionale clientela nazionale, abbiamo avviato un proficuo rapporto con tre importanti catene di grande distribuzione. È in espansione il mercato tedesco, dati positivi anche per quello inglese. Mentre proseguono le esportazioni in Australia, Cina, Stati Uniti e Canada. I nostri vini bianchi sono più richiesti, anche se ultimamente vi è una crescente attenzione anche ai nostri rossi». Il bilancio di questi ultimi 9 anni lo ha fatto il vice presidente Giovanni Maria Mutzu, soffermandosi sulla scelta del progetto qualità che ha permesso di intervenire in cantina con l'acquisto di attrezzature all'avanguardia, che consentono la lavorazione ad alta tecnologia, nei vigneti con la presenza dell'agronomo, i bandi vendemmiali, raccolta delle uve
programmata. Per finire all'adesione ad un bando della Regione di 2 milioni e mezzo che consentirà interventi di ampliamento dello stabilimento e riconversione in uffici della casa del custode. Nel giorno delle conferme anche quella del collegio sindacale.

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