Pizzarotti e “Sardegna in comune” «Dobbiamo ripartire dai territori»

La lista sostiene Massimo Zedda e punta sul valore delle persone e sulla natura civica del progetto Tra i candidati il professore tempiese di filosofia Nicola Comerci e Simonetta Melis di Calangianus

OLBIA. Alternativa seria e credibile. Che ha la sua forza nella competenza delle persone e nella natura civica. “Sardegna in comune", presenta i suoi candidati. Il partito, declinazione isolana del progetto "Italia in Comune" sostiene il candidato governatore Massimo Zedda. Il nome del sindaco di Cagliari è stato fortemente voluto dai due leader di "Italia in Comune", i primi cittadini di Parma, Federico Pizzarotti e di Cerveteri, Alessio Pascucci. «Rivendichiamo di essere stati i primi a lanciare la candidatura di Massimo, perché assumesse l'impegno di guidare la Regione. Abbiamo apprezzato da subito il suo lavoro di amministratore per il cambiamento».

In Gallura la squadra di "Sardegna in Comune" schiera il tempiese Nicola Comerci, professore di filosofia e scrittore; gli olbiesi Luigi Birardi e Sandro Pani. Simonetta Melis, di Calangianus, alle spalle una candidatura da sindaco e alle Regionali del 2014; Anna Paola Friargiu e Giacomina Satta. «Sono stato invitato da Nicola Comerci a formare una lista e siamo convinti che abbia ottime chance di affermasi – dice Giuseppe Melis, coordinatore di "Sardegna in Comune" per la Gallura –. Stiamo facendo una campagna elettorale capillare e ci stiamo rendendo conto che riscontriamo il consenso di tanti elettori, in particolare di quelli che ultimamente si sono trovati disincantati e disinnamorati dei vecchi partiti, soprattutto di sinistra». Entusiasta il sindaco di Cerveteri, Pascucci. «Per la prima volta partecipiamo a una competizione elettorale e crediamo che dalla Sardegna possa partire una spinta forte. Con ripercussioni anche a livello nazionale. Abbiamo creato questo progetto perché ci credevamo e abbiamo formato un partito atipico. A differenza delle altre compagini le persone che lo hanno messo su in Sardegna non sono candidate. E al suo interno ci sono uomini e donne che non hanno neanche la tessera di Italia in comune. Guardiamo a un elettorato ampio. A tutti i cittadini delusi dai partiti di sinistra che come me, alle ultime elezioni, si sono turati il naso per votare. Ma anche a chi ha scelto il M5s e si è trovato un partito schiacciato da tendenze xenofobe e di destra. E ai moderati che fino a oggi hanno scelto forze di centro, ma non si sentono più rappresentati».

Il sindaco Pizzarotti insiste sulla scelta di aver creato un partito fondato sugli amministratori e sui territori. «Abbiamo creato un partito, organismo riconosciuto dalla Costituzione da cui ci sentiamo rappresentati. I partiti hanno fallito non per il nome, ma per i contenuti. Ed ecco perché noi ripartiamo dai territori e dagli amministratori. Da liste civiche. Perché sono pragmatiche,
non hanno indicazioni nazionali da rappresentare a livello locale in campagna elettorale. Non sono eterodirette dalla "casa" nazionale. La forza del nostro progetto sta nella competenza delle persone e nella territorialità». ( se.lu.)

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