Check point e “ispezioni” al bivio di Monti e Telti

Circa 200 manifestanti si sono riversati nella rotatoria per bloccare il traffico Prima il rito del latte sull’asfalto, poi scatta la perquisizione dei camion in transito

MONTI. Si sono dati appuntamento col passaparola, sui social e al telefono. E ieri mattina sono arrivati da Monti, Telti e Berchidda puntuali come sempre negli ultimi giorni. La nuova protesta dei pastori sardi è scattata ieri mattina, intorno alle 10.30, al bivio per Monti-Telti, lungo la strada Olbia-Sassari.

Circa duecento persone – arrivate soprattutto dai paesi di Monti, Telti e Berchidda – si sono radunate al centro della rotatoria stradale per versare il latte in strada e allestire un check point per il trasporto merci in segno di protesta contro il prezzo troppo basso di quello che è ormai stato ribattezzato l’oro bianco di Sardegna. E questa volta tra la folla di manifestanti sono comparsi anche decine di bambini, quasi tutti con indosso una maglietta bianca con impresso lo slogan della vertenza “Io sto con i pastori”.

Tutto è filato liscio fino allo sversamento del latte sull’asfalto, l’azione simbolo di una protesta che negli ultimi giorni si è però “sporcata” con episodi da guerriglia urbana più che da protesta pacifica. Dopo il latte versato a terra la folla non si è però dispersa, come invece è accaduto nei giorni scorsi in altri sit in. I pastori, infatti, si muovono in continuazione da un incrocio all’altro, passando per piazze e altri luoghi simbolo da “tingere di bianco”. Ieri le centinaia di manifestanti hanno cominciato a disporsi ai bordi della carreggiata lasciando scorrere la coda di veicoli rimasti imbottigliati nel blocco. La tensione si è alzata quando all’incrocio hanno cominciato a transitare alcuni tir carichi di merci. Durante tutto il tempo del sit in, la marea umana si muoveva da una parte dall’altra delle tre strade che si congiungono nella rotatoria a caccia di una cisterna in lontananza, o di un camion sospettato di non trasportare prodotti degni dei Quattro Mori.

Un gruppo di pastori – anche con bambini al seguito, chi per mano o chi sulle spalle – si è dato il compito di “ispezionare” i mezzi uno per uno alla ricerca di prodotti importati. Nel frattempo, un altro gruppo si è occupato di avvistare eventuali cisterne di latte in arrivo lungo le strade. Le squadre erano ben organizzate, e il check point ha funzionato alla perfezione. Il tutto sotto gli occhi di parecchi poliziotti e carabinieri, i quali hanno seguito a distanza i movimenti dei pastori cercando di evitare che la situazione si infiammasse.

La protesta di ieri, come tutte quelle che stanno avvenendo sulle strade dell’isola, ha creato parecchi disagi agli automobilisti. Lunghe code si sono formate in entrambi i sensi di marcia e lo svincolo stradale è rimasto bloccato per tutta la mattinata. Non tutti hanno preso di buon grado la situazione, ma la maggior parte degli automobilisti ha incitato gli allevatori con saluti vigorosi e a suon di clacson.

Al sit in dei pastori, mischiati tra la folla, c’erano anche due fasce tricolori. Quelle di Emanuele Muzzu, sindaco di Monti, e di Giuseppe Muzzu, assessore delegato dal sindaco di Telti. «Abbiamo raccolto l’invito dei produttori di latte – ha detto il primo cittadino di Monti – e ci siamo presentati con una delegazione dell’amministrazione comunale. Riteniamo
legittime le loro rivendicazioni, e ora crediamo che si debba passare dalla protesta alla proposta». «Ci vuole un tavolo di concertazione istituzionale, con associazioni, industriali, pastori e la Regione, dove il Governo si faccia propositore di una soluzione per il comparto».



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