Berchiddeddu lancia l’sos: «Dimenticati dal Comune»

Il comitato di frazione, nell’anniversario della sua nascita, chiede più attenzione «Da 70 anni siamo figli di Olbia, ma i servizi sono sempre meno e la gente va via»

OLBIA. Distanti per chilometri e cultura dalla città madre, di cui sentono figli abbandonati. Gli abitanti di Berchiddeddu chiedono più attenzione al Comune da cui 70 anni fa decisero di farsi adottare. Lasciando Buddusò, di cui erano frazione, per diventare piccolo satellite di campagna di una Olbia destinata a un futuro di luce. Oggi il Comitato della frazione in cui vivono un migliaio di persone festeggia un anno dalla nascita. E accarezza l’idea secessionista. Un referendum per dire addio a Olbia e passare con Padru o Loiri Porto San Paolo.

Tre donne, Sara Modde presidente, Rosanna Fresu vice ed Elisa Barone segretaria, sono la voce di questa enclave tra campagna e granito. Una trentina gli altri componenti del comitato che lottano per difendere il presente e il futuro del territorio. Un mondo che perde servizi. L’ufficio comunale che garantiva alcuni servizi in loco è stato chiuso. La farmacia, ridotta a dispensario, si teme che possa spegnere le insegne. Il vigile urbano non si vede più. «C’è un rapporto che ormai è storico con Olbia – spiegano dal Comitato –. 70 anni fa i residenti, con un referendum, decisero di abbandonare Buddusò e diventare frazione di Olbia. I tempi stavano cambiando e Olbia era destinata a crescere e svilupparsi. È vero, a Berchiddeddu e nei borghi c’è una cultura agropastorale, sicuramente diversa dai borghi costieri di Murta Maria o San Pantaleo. Con orgoglio rappresentiamo le campagne, un valore aggiunto che va difeso e valorizzato». Un anno fa gli abitanti decisero di far nascere il comitato. «Per decenni Berchiddeddu ha espresso diversi rappresentanti in Consiglio comunale – ricordano con orgoglio dal Comitato –. Siamo arrivati addirittura a eleggere sei consiglieri. Poi ci siamo separati in gruppetti e si sa, le divisioni non
fanno mai bene. Non siamo più riusciti a mandare al governo della città una persona di Berchiddeddu che portasse a Olbia la nostra voce e i nostri piccoli grandi problemi. Dall’illuminazione alle strade all’acqua. Adesso chiediamo al Comune di ascoltare la nostra voce». (se.lu)

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