Il paradiso rosa è stato bonificato ora il Parco accelera sul progetto

La Maddalena, l’ente ha rimosso 9 quintali di rifiuti dall’isola di Budelli e si prepara alla “fase 2” Il direttore Navone: «Contiamo di eseguire gli interventi di ripristino a Cala di Roto entro il 2019»

LA MADDALENA. Con la bonifica del “paradiso rosa” si apre un nuovo capitolo della decennale storia di Budelli. L’isola a tutela integrale dell’arcipelago maddalenino dal 2014 fa parte del patrimonio del Parco. Per attuare il progetto di restauro della costruzione originaria e trasformarla in un sito con finalità educativo-ambientali l’ente verde ha dovuto risanare l’area. Un’operazione indispensabile, costata 12mila euro, per poter aprire entro l’anno il cantiere per la demolizione delle opere abusive, la messa in sicurezza e la riqualificazione dell’immobile.

La bonifica. Sull’isola sono sbarcate 15 persone, hanno lavorato un giorno intero per recuperare 9 quintali di rifiuti. Perlopiù plastiche di diversa natura, bottiglie di vetro, legname di risulta, ferro. Ma anche un’enorme boa in metallo, bidoni e materassi. Quasi tutto materiale spiaggiato, raccolto in sei lustri dal custode di Budelli, Mauro Morandi. La prima operazione di bonifica dei rifiuti era stata annunciata a fine anno dal presidente del Parco Fabrizio Fonnesu. Il servizio di recupero, trasporto via mare e smaltimento dei materiali è stato fatto dalla società maddalenina “Gpd edilizia srl”. «Era un intervento atteso da vent’anni – commenta il direttore a scavalco, Augusto Navone –. È propedeutico al secondo step: il ripristino originario della struttura esistente e l’abbattimento dei manufatti realizzati nel tempo senza autorizzazione».

Ripristino e restauro. Nel corso degli anni alcune parti dell’abitazione, immersa nella macchina mediterranea, sono state costruite senza i nullaosta degli enti preposti. Gli abusi edilizi erano stati rilevati dal Comune della Maddalena. Il cronoprogramma prevede ora l’avallo del progetto esecutivo di demolizione e riqualificazione della struttura, riprogrammato nel bilancio del Parco, in fase di approvazione. «È già sotto la supervisione del revisore dei conti – spiega Navone – contiamo di approvarlo a metà aprile per poi indire la gara per la realizzazione del progetto. Contiamo di eseguire gli interventi di ripristino a Cala di Roto entro il 2019».

L’ex custode. Sentinella per scelta da 30 anni della perla dell’arcipelago è Mauro Morandi. Tre mesi fa ha ricevuto un ultimatum dal Parco: lasciare il paradiso rosa perché il suo ruolo (almeno per ora) non è contemplato nei progetti dell’ente. La prima pagina di questo capitolo è del 2014. Anno in cui l’isola, finita all’asta per i debiti della società proprietaria, viene acquistata dallo Stato e entra nel patrimonio del Parco.
Il recupero dell’immobile, mirato a far splendere la spiaggia con un osservatorio ambientale, è uno degli obiettivi dell’ente. E Morandi ha rilanciato la proposta di continuare a custodire l’immobile, confidando in una chiusura a lieto fine di questo capitolo della storia di Budelli.

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