Lodè perde medico di base Il sindaco: così mi dimetto

Da maggio il professionista si trasferirà e molti anziani non avranno assistenza Spanu contro l’Assl: «Un continuo smantellamento dei servizi necessari»

LODÈ. Dopo i disagi legati ai collegamenti stradali, Lodè vive il dramma della carenza di medici di base. Dal prossimo mese di maggio infatti, chiuderà l’ambulatorio in paese un medico che attualmente divide gli orari con Posada. La direzione della Assl, ha fatto sapere al sindaco che entro l’anno, nel distretto di Siniscola ci sarà l’assegnazione di cinque nuove figure professionali. Però, non vi è alcun obbligo di aprire la sede nel centro dell’interno.

Di conseguenza gli ammalati del paese, che conta all’anagrafe una gran fetta di popolazione anziana, saranno costretti a fare la spola nei centri del circondario. «Piove sul bagnato», dice il primo cittadino Graziano Spanu. «Ad uno dei due medici presenti Lodè è stato infatti dato l’ok al trasferimento di sede e, di conseguenza, a chiudere l’ambulatorio. Questa è un'altra stoccata al cuore della nostra comunità che inevitabilmente, mi porterà a rassegnare le mie dimissioni. Non ne posso più», dice infatti Spanu. E prosegue: «Quando sembrava che ci fossero i presupposti per riaprire in tempi brevi la provinciale per Siniscola chiusa da ottobre per la frana, ora arriva questa altra ferale notizia. Forse è meglio che mandino dei bombardieri e radano al suolo il paese perché oramai è diventato impossibile viverci, costretti a disagi immani mentre i politici da anni si riempiono la bocca, di far rivivere i centri dell’interno ma smantellando gli uffici ed i servizi necessari».

I problemi sono anche legati a una questione anagrafica. «La maggior parte dei nostri abitanti sono anziani, alcuni allettati o con gravi patologie. Cosa dovrebbero fare quindi, pagarsi di tasca un ambulanza per recarsi ad una visita medica? Solo quelli seguiti attualmente dal dottor Serra – prosegue il sindaco – continuerebbero ad essere visitati e curati in paese, ma gli altri secondo quanto riferito dalla direzione del distretto sanitario, dovrebbero da maggio scegliersi un nuovo medico che però non farà ambulatorio da noi. Una situazione assurda che coinvolge anche il pediatra che non vuole prendere altri pazienti. Ad alcuni genitori è stato anche detto di iscriverli
ad Olbia».

L’amarezza del sindaco è forte. «Un’assurdità totale, sembra di vivere nel terzo mondo, capiamo che ci siano esigenze di bilancio e che un medico non accetti di vivere in un paese isolato ma ricordo che la professione sanitaria si fa per missione e non per soldi».

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