Suape, sotto accusa il portale digitale

I professionisti dell’edilizia in rivolta: «Piattaforma lenta e di difficile accesso»

OLBIA. La nuova piattaforma digitale Suape per spedire le pratiche edili«ie agli affuci, entrata in funzione nei primi di marzo, è già fonte di problemi per i professionisti del settore. «Ormai subiamo il proliferare di piattaforme digitali con le quali confrontarci per inviare le pratiche di natura tecnica – dice Paolo Bittu, ingegnere – piattaforme sfornate da qualsiasi ente intermedio e a qualsiasi livello. La recente piattaforma Suape ha immediatamente palesato tutti i suoi limiti: rallentamenti, inacessibilità, rigidezza nelle procedure e peggioramenti generalizzati rispetto al vecchio portale con conseguente blocco delle attività dei liberi professionisti. Le piattaforme multimediali dovrebbero nascere per la semplificazione delle procedure ma le direzioni e i versi sono sempre quelli opposti. Così si assiste a un sempre più sregolato equilibrio tra quello che dovrebbe essere il carico di lavoro professionale e il carico burocratico. Sempre più si parla di semplificazione del sistema senza rendersi conto che è un concetto che si applica solo all’interno, mentre noi fruitori esterni lo subiamo». «Sarebbe opportuno – aggiunge Bittu – evidenziare che il nostro territorio appartiene a un’area geografica in cui vige il concetto di microimpresa, un territorio assoggettato, sotto il profilo urbanistico, a un elevato regime vincolistico, una realtà in cui non esistono ancora oggi strumenti urbanistici adeguati, tutti problemi che rendono fragile il nostro tessuto economico e ogni ulteriore balzello amplifica le nostre difficoltà. Le diverse emergenze riscontrate con la nuova piattaforma sono già state segnalate al coordinamento regionale del Suape dal quale sono stati inviati messaggi in cui si evidenziavano le misure di correzione del sistema con conseguenti scuse per il disaggio transitorio. Siamo quasi certi che passeremo
da un disaggio transitorio a un disaggio a regime. Sarebbe opportuno attuare procedure e piattaforme interfacciandosi con chi vive il sistema dall’esterno, confrontandosi con i professionisti ed evitare di cristallizzarsi in posizioni di non confronto che producono ulteriori vincoli».

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