Violenza sessuale sulla collega: a processo

Avrebbe rinchiuso la vittima nel bagno di un albergo costringendola a subire palpeggiamenti

OLBIA. L’aveva raggiunta nel corridoio che conduceva al suo alloggio e con la forza l’aveva rinchiusa all’interno di un bagno e lì, l’aveva costretta a spogliarsi e a subire strusciamenti, palpeggiamenti e atti sessuali. Un incontro col collega di lavoro che si era trasformato in un incubo per una 26enne lavoratrice stagionale, insieme al suo presunto violentatore, all’Hotel Geovillage Resort di Olbia. Quei momenti trascorsi con lui mentre era prigioniera nel bagno dell’albergo, li aveva riferiti ai carabinieri, ai quali aveva presentato la denuncia.

Ieri mattina, il 28enne, residente in città, è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale dal gup del tribunale di Tempio Caterina Interlandi.

Lui è assistito dall’avvocato Giuseppe Bardini, la vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Gerolamo Orecchioni. Il processo, durante il quale il difensore del giovane dovrà cercare di smontare ogni accusa mossa dalla Procura nei confronti del suo assistito, avrà inizio il 4 dicembre davanti al tribunale in composizione collegiale.

I fatti denunciati dalla 26enne, sarebbero accaduti nell’estate del 2016, a notte fonda, quando i clienti dell’albergo dormivano tranquilli nelle loro stanze. Stando alle accuse, il giovane l’avrebbe raggiunta nel corridoio che conduceva all’alloggio della sua collega. Con una mano le avrebbe tappato la bocca per evitare che urlasse e con l’altro braccio le avrebbe cinto il bacino trascinandola all’interno di un bagno. Una volta lì, stando sempre alle accuse della Procura, si sarebbe messo con le spalle alla porta per impedirle di uscire. A quel punto, l’avrebbe costretta a subire atti sessuali. L’avrebbe obbligata a baciarlo e a togliersi i vestiti, palpandola e strusciandosi contro di lei, mentre la giovane cercava di divincolarsi da quella presa. Al suo rifiuto ad avere un rapporto completo, l’avrebbe obbligata a masturbarlo. La giovane ha poi denunciato l’accaduto ai carabinieri.

Nell’udienza
preliminare di ieri, il difensore del 28enne ha chiesto il non luogo a procedere per il suo assistito ritenendo il fatto insussistente, il pubblico ministero e il difensore della parte offesa, hanno sollecitato il rinvio a giudizio del giovane. Il gup l’ha mandato a processo.

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