Strade rurali disastrate: la protesta delle campagne

Disagi segnalati attorno a Nuchis e nell’agro di Luras, Luogosanto e Aglientu «Ci sono problemi di sicurezza e in alcune zone la viabilità è proprio inesistente»

TEMPIO. Con l’approssimarsi della bella stagione e con una frequentazione più assidua della campagna, puntuali, da più parti, arrivano le lamentele sullo stato delle strade rurali galluresi. Carreggiate o viottoli solitamente non asfaltati, lasciati nella totale incuria, spesso ad elevata pendenza di quote, quindi erose dalla piogge o invase dalla vegetazione che, strenuamente, cerca di riconquistare spazi sempre più ampi, a Tempio come a Nuchis, a Luogosanto come ad Aglientu, a Calangianus come a Luras.

Le proteste, arrivano soprattutto dagli abitanti stanziali ma anche da chi, amante della Gallura, ha scelto di venire a viverci quanto più frequentemente possibile, prolungando questa sua presenza soprattutto nella bella stagione.

E proprio da alcuni di loro, assieme a quelle degli indigeni, arrivano richieste pressanti di interventi di ripristino e messa in sicurezza delle strade campestri, molte delle quali, importanti anche per il valore culturale, storico e paesaggistico. Il caso più eclatante di viabilità rurale, «non disastrata, ma ormai inesistente - dicono alcuni giovani impegnati a difendere i diritti della loro trascurata frazione - è quello di Nuchis, dove la viabilità rurale è inesistente».

E’ il caso di Campanadolzu, di Coddu di li fichi, di Lu Naracu, di La Stritta di li molti, di Budas e di mille altre località nelle quali diventa difficoltoso anche il transito a piedi, tante e tali sono le buche, i dislivelli ed anche le frasche e i rovi cresciuti nel frattempo.

Non stanno meglio, in quanto a trascuratezza e burocrazia però, strade di altri territori da dove ugualmente arrivano lamentele e segnalazioni tutte inascoltate. Come ad esempio la stradina di Cultisia, una vecchia carreggiata fra Luras e Luogosanto di circa due chilometri e mezzo che già dalla fine del 1800 metteva in contatto fra loro decine di stazzi in alta Gallura. «Rimodernata negli anni 70- scrive una lettrice della Nuova - con i fondi della ex Comunità Montana ed allungata sino a raggiungere le cave e la vedetta antincendio di la Celata. Avrebbe dovuto essere asfaltata, come tante altre strade del territorio di Luogosanto, ma ciò non è mai avvenuto. I fondi destinati a Cultisia (che abbraccia un territorio immenso, e particolarmente interessante sotto molti aspetti, naturalistici, paesaggistici e storici, sono sempre stati dirottati
su altre opere. Né a risolvere il problema - continua la lettrice -, sono riusciti nel tempo, consorzi, associazioni e comitati tutti miseramente falliti». Ovvio che anche in questo caso, così come in tanti altri, si richiedono interventi pubblici fattivi e soprattutto definitivi.

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