Disabile vuol prendere la patente ma non c’è l’auto per imparare

Santa Teresa, Sara Achenza da 2 mesi ha il foglio rosa ma non trova una scuola per le prove di guida

SANTA TERESA. Un sogno a metà. Per Sara Achenza, 35 anni, ottenere la patente di guida dopo un anno è ancora un miraggio. Da due mesi ha in mano il foglio rosa, ma non può frequentare le lezioni di pratica perché in Gallura non c'è un'autoscuola munita di un'auto per disabili. Sara dall'età di 12 anni utilizza le stampelle per muoversi a seguito di una malattia che le ha compresso parte del midollo spinale.

«Tra quattro mesi scade il foglio rosa - spiega la giovane di Santa Teresa, paese in cui vive e lavora come socia di una cooperativa del settore turistico -, non vorrei dover ricominciare daccapo, perché è già stata un'odissea arrivare sin qui. L'unica soluzione proposta finora è andare a seguire lezioni di pratica a Sassari. Impossibile nelle mie condizioni. Sto aspettando una risposta da un'agenzia di Olbia, spero tanto che l'autoscuola possa noleggiare quest'auto speciale. Sarebbe già un sacrificio percorrere più di 60 chilometri, ma sempre meglio di 150 per arrivare sino a Sassari. Nonostante la disponibilità di amici ad accompagnarmi, credo sia un mio diritto, così come per tutti i disabili, poter frequentare lezioni di teoria e pratica nel comune di residenza, o almeno nel raggio di pochi chilometri».

Sara racconta le tante difficoltà burocratiche incontrate dall'estate 2017, cioè da quando le era balenata l'idea di rendersi autonoma, conciliando con sacrifici lavoro e studio per superare l'esame della patente di guida. «Il primo scoglio è individuare l'ufficio competente - racconta -. Per mesi le mie richieste sono rimbalzate da un ente all'altro. Nessuno era in grado di dirmi a chi rivolgermi, eppure stavo chiedendo soltanto informazioni precise sull'iter da seguire. Fintantoché a gennaio dello scorso anno mi sono fatta accompagnare a Sassari, perché le spiegazioni, mi era stato detto alla fine, avrei potuto averle soltanto presentandomi di persona». Il primo passaggio fondamentale era ottenere un certificato medico.

«Per averlo ci sono voluti tempi biblici - sottolinea -. E ore infinite di fila alla commissione medica per le patenti speciali a Sassari, sin dalle 5 del mattino. Da gennaio mi hanno dato appuntamento a giugno. Ma la lista dei documenti presentati non era sufficiente, così, altro appuntamento, altra visita a novembre 2018».Cinque mesi fa Sara ottiene il sospirato certificato che attesta la sua disabilità. Si iscrive subito al corso per ottenere la patente speciale. «Super felice di aver ottenuto questo primo risultato - dice -, riesco a superare

la teoria al primo tentativo. Ancor più emozionata, con il foglio rosa in mano penso all'imminente passo successivo: alcune lezioni di guida e poi l'esame di pratica. Invece, la strada che mi si presenta ancora una volta davanti è tutta in salita. Non ho un mezzo con il quale esercitarmi».

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