L'ambiente crea ricchezza: Tavolara vale un miliardo

Il progetto sulla gestione del capitale naturale affidato all'Amp dal ministero. Benefici economici stimati in 530 milioni. Ogni euro investito ne frutta 1227

OLBIA. Tutelare la natura e produrre ricchezza non è un ossimoro. Si può fare e c'è già chi lo sta facendo. L'Area marina protetta di Tavolara-Porto Coda Cavallo è un esempio virtuoso e ieri mattina, nella sala Engle del Polo universitario (nell'aeroporto Costa Smeralda) studenti, operatori del settore ambientali, docenti, amministratori locali e imprenditori hanno ascoltato i risultatidel lavoro di ricerca, analisi e elaborazione di un quantità di dati.

Il bilancio. Tavolara vale un miliardo di euro, mentre la presenza umana, corredata da barche, motori e tutto quello che produce anidride carbonica, rappresenta un costo ambientale di 860mila euro all'anno. Un bel bilancio, di quelli che farebbero invidia a qualsiasi manager d'azienda. E non si tratta di numeri appiccicati lì a caso o frutto di fantasiosi elucubrazioni. Il workshop durante il quale sono stati illustrati i risultati del progetto è stato articolato in tre momenti: nel primo le relazioni tecniche hanno illustrato la contablità ambientale e i beni naturali; nel secondo il valore economico e strategico della conservazione; il terzo è stato una tavola rotonda alla quale hanno partecipato sindaci, amministratori locali e regionali.

L'idea. «Il lavoro che abbiamo presentato è il frutto del progetto ministeriale sulla contabilità ambientale che ci era stato affidato dal ministero - di Augusto Navone, direttore dell'Amp di Tavolara -. Si basa su tecniche sperimentali e serve cautela, perché ci sono degli elementi che sono difficilmente quantificabili. Tuttavia l'esercizio di contabilizzazione che ci fa vedere quale sia il vantaggio della tutela ambientale per il territorio è frutto di un lavoro di raccolta di informazioni che dura da dieci anni».

I criteri. Come si è arrivati a stabilire il valore di un miliardo di euro per Tavolara? «Sono state determinate le presenze - spiega Navone -. Anche in modo indiretto, perché una gran parte del flusso turistico grava su seconde case che non sono censite. Quello che usa strutture ricettive classificate è solo il 20 per cento. E allora abbiamo fatto riferimento a consumi energetici e di acqua, oltre che sulla produzione di rifiuti. Abbiamo i parametri di quello che i turisti spendono giornalmente».

Turismo nautico. È stato analizzato anche il turismo nautico: il noleggio di imbarcazioni, la piccola pesca, i diving. Contabilizzato anche il pescato. Alla fine i benefici economici stimati in un anno sono di 530 milioni di euro. «A questi va aggiunto il valore del capitale naturale - spiega ancor Augusto Navone - stimabile di 400 milioni di euro». Ecco da dove viene fuori la cifra di un miliardo di euro.

Quanto frutta. L'economista ambientale Francesca Visintin ha fornito anche un altro dato significativo: «Per ogni euro di fondi pubblici investito, c'è un ritorno di 1.227 euro».Augusto Navone ieri era molto soddisfatto per i risultati del lavoro e ha incassato il plauso di Maria Carmela Giarratano, direttore generaleProtezione natura e mare del ministero dell'ambiente: «Considerano che dal Ministero arrivano all'Amp 300mila euro di contributo, moltiplicandoli per 1.227, si fa presto a fare i conti di quanto fruttino gli investimenti pubblici nella tutela dell'ambiente».Tavolara-Punta Coda Cavallo rimane un esempio di best practice, ma il modello può funzionare anche altrove. Perchè

non si è avuto un occhio di riguardo solo per gli affari: «I dati vanno confermati nel tempo - ha detto Francesca Visintin -, ma si può dire che questi risultati dimostrano che lo sviluppo turistico non è incompatibile con la conservazione dell'ambiente».@Petretto@RIPRODUZIONE RISERVATA

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