Prove di nascita del gruppo Psd’Az

Manovre per creare la nuova formazione all’interno del gruppo di maggioranza 

OLBIA. La prova muscolare di Forza Italia alle Regionali potrebbe non bastare per restare leader indiscussa della maggioranza. Sotto traccia, all’indomani del voto, sono scattate le grandi manovre per far nascere un nuovo gruppo consiliare. Sarebbe il secondo dopo “Prima Olbia” di Bastianino Monni, Valentina Mellino e Mario Altana, a caccia del quarto uomo. Dovrebbe portare la bandiera del Psd’Az. E a farla sventolare con orgoglio ci prova Tiziana Biscu, eletta nelle lista di Fi. Con lei le voci danno Massimo Satta, fratello del consigliere regionale Giovanni, eletto nelle file dell’opposizione tre anni fa ma pronto a saltare dalla parte opposta della bancata consiliare. Per formare un gruppo, come stabilisce il regolamento, servono però almeno tre consiglieri. E il terzo, giurano i ben informati, sarebbe un uomo simbolo di Forza Italia. L’ex vigile del fuoco Valerio Spano. Difficile sapere se le consultazioni frenetiche delle ultime settimane, che nessuno confermerà ufficialmente, porteranno davvero alla formazione del gruppo Psd’Az. Che potrebbe tra l’altro raschiare altre adesioni tra le poltrone della minoranza. Ma già un anno fa il tentativo di costituire un gruppo di questo tipo era clamorosamente naufragato. Allora si parlava però di una formazione a trazione leghista. Che aveva lasciato del tutto indifferente il sindaco Settimo Nizzi, apparentemente disattento e disinteressato spettatore di incontri più o meno carbonari. Il primo cittadino conosce bene la differenza tra tentare e riuscire. Tra gruppi virtuali e gruppi reali. Nel caso in cui si formasse davvero un gruppo Psd’Az in aula, Nizzi, pur mantenendo più che solida la sua maggioranza, potrebbe però ricevere richieste di assessorati. O comunque una proposta di tagliando di metà mandato dell’attuale giunta. Che aspetta ancora di conoscere il nome di chi prenderà il posto di Angelo Cocciu eletto in Regione, come assessore all’Urbanistica e vice sindaco. Incarichi che, come chiarito all’indomani del voto da Nizzi, non necessariamente dovranno coincidere. Il nome più accreditato per l’Urbanistica resta Pietro Carzedda. Ma il coordinatore provinciale di FI non sembra scalciare per occupare una sedia in giunta che al di là dell’altisonante nome ha contenuti
leggeri. La programmazione, la delega che detta le regole di cemento e sviluppo, è nelle mani del sindaco. La nomina dell’assessore all’Urbanistica potrebbe non esserci nemmeno per Pasqua. E sembra che nessuno, Nizzi in testa, abbia fretta di firmare il decreto. (se.lu.)



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