Senza stipendio da 2 mesi l’ex Clea di nuovo in crisi

I lavoratori devono prendere una parte del salario di febbraio e quello di marzo Chiuso lo stabilimento a Sa Minda noa. Il personale trasferito in zona industriale

OLBIA. Senza stipendio dal mese di febbraio. Ma al lavoro per non interrompere l’attività della lavanderia. I 50 dipendenti della ex Clea, oggi Sebon, non hanno passato una Pasqua serena. Devono ancora incassare parte del salario di febbraio e quello di marzo. A cui rischia di aggiungersi quello di aprile. Ddovrebbe essere saldato entro i primi dieci giorni di maggio. La lavanderia industriale dell’imprenditore Gianni Iervolino, oggi gestita dal figlio Carlo e dalla moglie Bianca, è di nuovo in difficoltà. I sindacati Cgil, Cisl e Uil cercano di trovare una soluzione di compromesso che tuteli prima di tutto il diritto dei lavoratori a ricevere lo stipendio. I dipendenti, per la maggior parte donne oltre i 50 anni, non hanno smesso un solo giorno di rispettare i turni di lavoro. A febbraio si sono visti accreditare solo metà del salario, un’altra piccola quota è stata saldata poco prima di Pasqua. I timori tra il personale crescono. I segnali non sono per nulla incoraggianti. Lo stabilimento di Sa Minda Noa è stato chiuso. Tutto il personale concentrato nel capannone della zona industriale. Anche i macchinari sono in fase di trasloco da viale Aldo Moro in via Seychelles. Si guarda con speranza alla ripresa del lavoro in vista dell’estate e quindi delle commesse per l’azienda. Ma è davvero difficile respirare aria di ottimismo. In una recente assemblea con il personale la famiglia Iervolino non ha nascosto i problemi finanziari. Si è parlato di un debito di 3milioni di euro. La chiusura dell’azienda resta una ipotesi in discussione. Dopo le feste i sindacati non potranno più rinviare l’apertura di un tavolo di trattative per tutelare i diritti dei lavoratori e valutare come affrontare il momento delicato che affronta la lavanderia.

La Sebon è un’azienda giovane, almeno sulla carta visto che all’anagrafe la sua data di nascita indica marzo 2017. In realtà non è altro che la newco, la nuova società nata dalle ceneri della storica Clea, travolta dai debiti, messa in liquidazione e quindi tagliata fuori dal mercato degli appalti pubblici. Un contenitore in cui sono stati trasferiti i dipendenti e le nuove prospettive di rilancio. Una società nuova di zecca anche per poter partecipare ai bandi degli ospedali, da sempre spina dorsale del business
della Clea. Alla fine di una lunga ed estenuante trattativa tra la proprietà e i sindacati, nel 2017 erano stati licenziati 40 dipendenti. Per loro una prospettiva di contratti stagionali a tempo legati all’estate e all’andamento delle prenotazioni degli hotel clienti della lavanderia.

TrovaRistorante

a Olbia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

SCRIVERE: NARRATIVA, POESIA, SAGGI

Come trasformare un libro in un capolavoro