Delinquenza giovanile, a Olbia i reati sono in aumento

Sono 118 i ragazzi seguiti dai Servizi sociali e oggetto di procedimenti penali. Simonetta Lai: «Il fenomeno è preoccupante, triste record per la nostra città»

OLBIA. Frequentano le scuole medie e sono state già state denunciate alla Procura dei minorenni. Tre tredicenni, nei giorni scorsi, sono entrate a rubare in un negozio di abbigliamento del centro commerciale Auchan. E non era un gioco. Erano ben organizzate, soprattutto per rompere i sistemi antitaccheggio. Magliette, abiti, pantaloni: hanno arraffato quel che hanno potuto (per un valore di 140 euro) e hanno nascosto tutto sotto un giaccone. Ma sono state acciuffate dai carabinieri del nucleo operativo.

L'assessore ai servizi sociali...
L'assessore ai servizi sociali Simonetta Lai


E’ un caso di delinquenza giovanile, uno dei tanti, che ha visto coinvolta una gang di baby. E avviene in una realtà dove continua a crescere il numero di reati compiuti da minori. «L’allarme è forte - dice Simonetta Lai, assessora comunale ai Servizi Sociali - perché Olbia ha i numeri più alti di tutto il nord Sardegna, anche più di Nuoro. Sono 118, e questi sono solamente quelli a noi noti, i minorenni entrati nel circuito penale che seguiamo costantemente. Non è un caso che l’Ussm, Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni che dipende dal ministero di Grazia e Giustizia e che lavora silenziosamente, sia stato potenziato. Da un anno opera infatti con un’équipe multidisciplinare (assistenti sociali, educatori e psicologi) ed diventato un servizio consolidato con cui operiamo in sinergia».

Anche il Comune, dunque, è in prima linea per individuare e studiare percorsi di rieducazione più adeguati per i tanti ragazzini che hanno preso brutte strade. «Come assessorato seguiamo circa 580 minorenni e, come detto, sono ben 118 coloro che hanno commesso almeno un reato. La loro età è veramente bassa, perché è compresa tra gli 11 e i 16 anni. Con la collaborazione dell’Ussm, lavoriamo per il reinserimento sociale, promuovendo una serie di incontri con i genitori e i ragazzi. Ora ci occuperemo anche delle tre tredicenni che hanno messo a segno il furto all’Auchan e di cui i carabinieri ci hanno prontamente informato, per monitorare l’evoluzione del comportamento delle ragazzine e avviare un’indagine sociale. Ma prima di muoverci, ovviamente, dovremo aspettare che il tribunale dei minori ci dia indicazioni precise».

Così come l’assessorato alla Pubblica Istruzione ha fatto partire da tempo diversi progetti con dirigenti scolastici e guardia di finanza per impedire che la droga arrivi in classe, «come Servizi Sociali - aggiunge Simonetta Lai - stiamo pensando a percorsi mirati soprattutto con le famiglie. Per capire, insieme, quali possano essere gli strumenti migliori in modo da dare il nostro contributo nella prevenzione dei reati minorili. La situazione è davvero preoccupante. Se noi ci occupiamo di così tanti ragazzini che hanno già avuto guai con la legge, vuol dire che il numero reale di questo fenomeno è almeno di quattro volte superiore. E non si può stare a guardare. Le emergenze da prevenire, ma anche da affrontare e combattere, sono tante: droga, bullismo, atti di violenza, vandalismo e furti».

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