Voto di scambio a Palau la difesa: accuse infondate

Udienza preliminare fissata al 24 ottobre per l’ex sindaco Pala e la sua vice Pes L’indagine della Finanza era scattata nel 2015 dalle denunce di una dipendente

PALAU. Nel marzo 2017 un vero e proprio terremoto scosse il palazzo comunale: l’allora sindaco Francesco Pala e la sua vice Maria Piera Pes finirono ai domiciliari con l’accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità, più semplicemente voto di scambio. Per i due ex amministratori e per altre sei persone, tra le quali la segretaria comunale Graziella Petta e il responsabile del settore socio culturale Mauro Piga, il procuratore Gregorio Capasso ha chiesto il rinvio a giudizio e il 24 ottobre prossimo è fissata l’udienza preliminare davanti al gup Cristina Arban. Otto gli imputati. Sotto accusa anche Mauro Angelo Barbato, dipendente di una cooperativa esterna che gestisce per conto del Comune l’ufficio turismo, Massimiliano Pirrigheddu e Marco Piras, dipendenti della Euro Ice Sardegna, e Norma Rinaldi, presidente della cooperativa La mimosa (e non presidente della coop Solaria, come erroneamente indicato ieri).

Le accuse – a vario titolo – vanno dal voto di scambio, alla concussione, abuso d’ufficio, falsità ideologica, fino a presunte irregolarità nell’affidamento di appalti. «Ho letto le imputazioni e ritengo sia abbastanza agevole da parte del mio assistito far rilevare che tutte le contestazioni che gli sono state mosse, sono destituite completamente di fondamento. Quindi, non vero l’ora di arrivare al vaglio del giudice per dimostrare proprio questo», dice l’avvocato Gerolamo Orecchioni, che assiste l’ex sindaco Francesco Pala. Ribadisce il concetto l’avvocato Giovanni Azzena che assiste, insieme alla collega Daniela Tinteri, l’ex vicesindaco Maria Piera Pes. «Sono convinto dell’insussistenza delle accuse mosse alla mia cliente e mi auguro che sin dall’udienza preliminare possa essere dimostrata la liceità della condotta della Pes in tutte le attività amministrative». Gli ex amministratori sono accusati, in concorso con Barbato, di voto di scambio: per la Procura, avrebbero garantito al dipendente comunale che lavorava all’ufficio turistico, ulteriori incarichi in cambio della pubblicazione sui social di messaggi di propaganda per promuovere la Pes a livello politico ed elettorale.

L’inchiesta della guardia di finanza era partita nel 2015 in seguito alla denuncia di una dipendente comunale, Lucia Pittalis, che segnalava gravi irregolarità nell’affidamento degli appalti nel settore sociale. L’attività investigativa condotta con intercettazioni telefoniche, ambientali e l’acquisizione di documenti aveva fatto emergere varie ipotesi accusatorie a carico degli indagati. Tra gli altri reati, la Procura contesta agli ex amministratori e funzionari irregolarità negli appalti con affidamenti diretti per procurare vantaggi a cooperative “amiche”. Pes e Pala, secondo le contestazioni della Procura, si sarebbero anche accordati con Massimiliano Pirrigheddu e Marco Piras della Euro Ice Sardegna, per il noleggio di una pista di ghiaccio con affidamento diretto, senza indire la gara per l’acquisto, come indicato nella delibera. La Pes è accusata anche di minacce aggravate nei confronti della Pittalis, e di concussione. Alla segretaria comunale Graziella Petta, la Procura contesta la violenza privata, l’abuso d’ufficio e la falsità ideologica: non avrebbe attivato gli adempimenti conseguenti alle segnalazioni fatte dalla Pittalis e dato atto delle sue denunce nella relazione sullo stato del settore socio-culturale. «Sono accuse destituite di fondamento e lo dimostreremo – spiega l’avvocato Guido Da Tome, che la difende col collega Piero Antonio Sanna – Quelle della Pittalis sono ritorsioni nei confronti dell’amministrazione per via dei procedimenti disciplinari a cui era stata sottoposta». Al responsabile del settore socio-culturale Mauro Piga, anche lui difeso da Da Tome, vengono contestate irregolarità nell'affidamento degli appalti della mensa scolastica alla Solaria per due annualità e della gestione del nido alla coop La mimosa, di cui
è presidente Norma Rinaldi, anche lei imputata. «Si evince dagli atti che le procedure sono trasparenti e conformi alla normativa», dice il difensore della Rinaldi, l’avvocato Gianmario Lisca. Barbato è difeso da Giulia Russu, Pirrigheddu da Alessandro Azzena e Piras da Paolo Orecchioni.

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