Voto di scambio a Palau, le difese: accuse infondate

«Sono accuse infondate». Commentano così la richiesta di rinvio a giudizio della Procura, i difensori dell’ex sindaco di Palau Francesco Pala e della sua vice Maria Piera Pes. I due ex amministratori,...

«Sono accuse infondate». Commentano così la richiesta di rinvio a giudizio della Procura, i difensori dell’ex sindaco di Palau Francesco Pala e della sua vice Maria Piera Pes. I due ex amministratori, difesi dagli avvocati Gerolamo Orecchioni (per Pala), e Giovanni Azzena e Daniela Tinteri (per la Pes), sono accusati di voto di scambio. La richiesta di rinvio a giudizio formulata dal procuratore Gregorio Capasso riguarda 8 imputati: coinvolti, oltre ai due ex amministratori, dipendenti comunali e cooperative. Le accuse – a vario titolo –vanno dal voto di scambio, alla concussione, abuso d’ufficio, falsità ideologica, fino a presunte irregolarità nell’affidamento di appalti. Il 24 ottobre si terrà l’udienza preliminare. «Ho letto le imputazioni e ritengo sia abbastanza agevole da parte del mio assistito far rilevare che tutte le contestazioni che gli sono state mosse, sono destituite completamente di fondamento. Quindi, non vero l’ora di arrivare al vaglio del giudice per dimostrare proprio questo», dice l’avvocato
Orecchioni. Ribadisce il concetto l’avvocato Giovanni Azzena. «Sono convinto dell’insussistenza delle accuse mosse alla mia cliente e mi auguro che sin dall’udienza preliminare possa essere dimostrata la liceità della condotta della Pes in tutte le attività amministrative». (t.s.)


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