Camera iperbarica, è polemica

Il caso della sub trasportata a Cagliari riaccende i riflettori sulla struttura della Maddalena chiusa

SANTA TERESA. Il caso della sub di 22 anni trasportata con l'elisoccorso da Santa Teresa all’ospedale Marino di Cagliari per i trattamenti in camera iperbarica riaccende i riflettori sul mancato utilizzo della struttura della Maddalena. «Un servizio che è sempre stato un fiore all’occhiello per il nord Sardegna – dice Serenella Pes del Blu dive center teresino –. La camera iperbarica del presidio maddalenino dovrebbe funzionare non solo per le attività programmate. Specialmente nel periodo estivo è importante avere un centro operativo nel nord dell'isola. Sempre più turisti e visitatori con la passione subacquea scelgono il territorio della Gallura come meta delle vacanze. Come molti altri diving, sentiamo l’esigenza di poter contare su questo servizio sanitario importante in un ospedale a pochi chilometri da Santa Teresa. La camera iperbarica al momento è attiva solo a Cagliari. Inoltre, il pronto soccorso più vicino è a Olbia o Tempio, e dista una cinquantina di chilometri».

Il mondo dei sub è uno dei settori promossi dal Comune con il progetto condiviso Well done, il piano strategico del turismo che mette in rete diversi comuni costieri. «La promozione del mondo subacqueo costituisce un ulteriore incentivo per far arrivare più persone, è un forte attrattore, soprattutto nel mercato del nord Europa – dichiara l’assessore al Turismo Stefania Taras -. Una delle prime garanzie che viene richiesta agli operatori del settore è la sicurezza di un'assistenza sanitaria per i sub sul luogo o nel raggio di pochi chilometri. Registriamo un'alta prospettiva di sviluppo nel mondo delle immersioni, a settembre partirà una massiccia campagna promozionale. È davvero importante per tutte le comunità poter contare sulla riattivazione della camera iperbarica alla Maddalena».

L'azienda regionale emergenza urgenza della Sardegna (Areus) fuga ogni dubbio sulla sicurezza del trasporto in elicottero di un paziente, in questo caso di subacquei, che necessitano di trattamenti nella camera iperbarica. «Da Santa Teresa a Cagliari il volo con l'elisoccorso dura 50 minuti – spiega il direttore sanitario dell'Areus, Piero Delogu –. Il paziente non corre alcun rischio. L’elicottero vola a bassa quota». L’elisoccorso copre l'intero territorio regionale, tutto l'anno e 24 ore al giorno, con tre elicotteri destinati esclusivamente a questo servizio nelle basi di Olbia, Cagliari-Elmas e Alghero. Il servizio fa parte della rete dell’emergenza-urgenza territoriale e viene attivato dalle centrali operative del 118 di Sassari e Cagliari, a integrazione del sistema di soccorso a terra con ambulanze. «L’Ats-Assl Olbia, allo stato attuale, non è in grado di garantire l’operativa H 24 della Camera iperbarica soprattutto a causa della ben nota carenza di anestesisti-rianimatori . Mancano infatti 7 professionisti. Carenze che di fatto limitano l’attività di tutte e tre gli stabilimenti, La Maddalena, Olbia e Tempio. Al Paolo Merlo l’attività H 24 del servizio di Anestesia, viene garantita solo attraverso la collaborazione tra gli anestesisti di La Maddalena e quelli di Olbia, che devono garantire anche l’attività dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia e del Dettori di Tempio», dichiara il direttore dell’Assl di Olbia, Antonella Virdis.

L’Ats dà poi alcuni numeri sulla Camera iperbarica. «Dal 2016 garantisce attività ambulatoriale programmabile non urgente di ossigenoterapia, assicurata con un solo turno, non superiore alle 8 ore diurne. Dal primo gennaio 2019 a ieri sono stati garantiti oltre 2mila trattamenti di ossigenoterapia e circa
300 medicazioni complesse». E sul tema interviene anche il coordinatore nord Sardegna Unidos, Gianni Usai: «La nuova giunta regionale inserisca il potenziamento dell'ospedale Merlo tra le priorità, compresa la riattivazione della camera iperbarica come promesso in campagna elettorale».

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