Interrogazione del M5s sul piano anti-alluvione

I consiglieri Ferinaio e Piccinnu chiedono al sindaco di sapere «lo stato dell’arte» «Preoccupa quanto successo in Emilia Romagna. Spendiamo subito i 98 milioni»

OLBIA. Dopo l’oblio durato mesi, la politica si ricorda che delle misure anti-alluvione se ne è persa traccia. A far ritornare a galla il tema l’emergenza che ha colpito l’Emila Romagna. È il Movimento 5 Stelle a riportare di attualità l’argomento, dopo l’appello dei giorni scorsi del Comitato cittadino Salva Olbia. Che si traduce in un intervento del deputato grillino Nardo Marino e in una interrogazione del gruppo consiliare. «L’emergenza idrogeologica che ha colpito l’Emilia Romagna deve accendere i riflettori anche su Olbia – dichiara il deputato Marino –. È indispensabile procedere con gli interventi necessari per mettere in sicurezza la città, l’hinterland e tutti i cittadini».

Con una interrogazione i consiglieri comunali Maria Teresa Piccinnu e Roberto Ferinaio «chiedono di conoscere lo stato dell’arte dei lavori per la messa in sicurezza». Ma anche di sapere le azioni che intende compiere l’amministrazione. «In considerazione dell’imprevedibilità degli eventi atmosferici calamitosi che continuano a generare stati di allerta costante anche nella nostra isola – si legge nella interrogazione depositata ieri – è necessario passare alla fase operativa e risolvere il rischio idraulico che insiste sul territorio comunale con un piano che rispetti gli equilibri del tessuto urbano e metta in campo opere in grado di far fronte alle emergenze più gravi. Olbia e gli olbiesi sono già stati pesantemente colpiti dall’alluvione che nel 2013 ha provocato morte e distruzione. Quanto successo nelle scorse ore in Emilia Romagna ci deve indurre ad agire tempestivamente per la sicurezza degli abitanti della Gallura e dell’intera Sardegna». Dello studio Technital voluto dall’amministrazione Nizzi in opposizione al Piano Mancini, non si hanno più notizie. Presentato come osservazione in sede di Via, il documento si è perso nei meandri degli uffici cagliaritani. « Non è più tempo di tergiversare – aggiungono i consiglierei Piccinnu e Ferinaio –. Non possiamo rischiare che quanto successo si ripeta ancora. A gennaio sono stati sbloccati per la Sardegna 98 milioni di euro per il rischio idrogeologico. Si tratta, come rimarcò allora il ministro Sergio Costa, di risorse immediatamente spendibili per la realizzazione delle opere indispensabili a garantire un adeguato livello di sicurezza. Quei fondi devono servire per i migliori progetti cantierabili nel minor tempo possibile e con la condivisione dei territori interessati». Il M5S chiede «quali azioni abbia avviato l’amministrazione
dopo la notizia della effettiva disponibilità dei fondi statali e dell’insediamento del nuovo Consiglio regionale. Quali informazioni abbia e interlocuzioni abbia portato avanti per programmare la messa in sicurezza e quale sia lo stato dell’arte del piano del rischio idraulico».

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