Muore con lo scooter sulla rotatoria

Incidente davanti all’ingresso di Cala Saccaia: Domenico Abeltino si è schiantato contro il guardrail. Aveva 55 anni

OLBIA. Il lenzuolo bianco adagiato sul guardrail della grande rotatoria “Pozzo Sacro” nasconde una vita spezzata. Quella di Domenico Abeltino, 55 anni, padre di due figli adolescenti. Era originario di Aggius, ma viveva da tempo a Olbia e faceva il muratore.

E’ morto ieri, poco dopo le 13, mentre si trovava in sella al suo scooter Mbk, che aveva acquistato (di seconda mano) il giorno prima. Stava percorrendo, verso Pittulongu, il più grande dei rondò della zona industriale, proprio davanti alla caserma della Guardia di finanza. All’improvviso (non si sa se per la velocità sostenuta o per una distrazione), ha perso il controllo e non è riuscito più a tenere lo scooter sulla carreggiata: è schizzato sulla parte destra, dove c’è il prato e dove si è creato un solco di alcuni metri, poi ha strisciato ancora sull’asfalto della rampa di accesso che si immette sulla rotatoria sino a sbattere alla base d’acciaio del guardrail. Uno schianto terrificante. E la morte immediata. Proprio in quell’istante, sulla rampa, stava arrivando a bassa velocità da Cala Saccaia un Pick up guidato da Francesco (noto Cecio) Casabona, pescatore molto conosciuto in città. Ha visto il motociclista caderee, sino al momento del pauroso urto contro la barriera di protezione. «Sono sceso subito - dice tra le lacrime Casabona -, ma non c’era più nulla da fare. Era già morto. Non riesco ancora a crederci. E’ stato agghiacciante».

Sul posto si sono precipitati gli uomini della polizia locale, che hanno aperto l’inchiesta ed eseguito i rilievi, una squadra dei vigili del fuoco (tra l’altro Domenico Abeltino, in passato, aveva fatto il vigile discontinuo) e la polizia stradale. L’esatta dinamica è ancora da stabilire. Così come è da accertare se il motociclista possa aver perso il casco (forse non ben allacciato) durante la caduta: le ferite riportate alla testa e al volto erano infatti gravissime e il casco era a pochi centimetri di distanza, vicino allo scooter rovesciato. La rotatoria “Pozzo Sacro”, una delle tante gestite dal Cipnes, è stata spesso teatro di incidenti. Ieri l’ultimo, tragico, in cui ha perso la vita Domenico Abeltino. Nessun segno di frenata sull’asfalto della rotatoria ed è questo uno degli aspetti su cui dovranno cercare di fare chiarezza gli agenti della polizia locale. Una risposta, forse, potrà arrivare dal sistema di videosorveglianza del Cipnes. C’è una telecamera, posizionata su un palo della luce che si trova qualche metro più avanti del punto dell’impatto, che dovrebbe aver registrato ogni istante della tragedia.

Oltre a Francesco Casabona, gli investigatori hanno sentito anche altri testimoni. «Io - racconta un giovane che stava per raggiungere in auto la rotatoria -, ho visto tutto da lontano. Non so se il motociclista stesse andando veloce e non so nemmeno se avesse o se non avesse il casco di protezione.
Sono attimi tremendi in cui non ti rendi conto di nulla. Anche io sono sceso dalla macchina e mi sono avvicinato. Abbiamo chiamato i soccorsi in tanti. Inutili, purtroppo».

Appena il magistrato ha dato l’autorizzazione, la salma è stata immediatamente restituita alla famiglia.

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