Aggius, donna incinta intossicata dalla stufa

Una 38enne al sesto mese di gravidanza trasportata in elisoccorso a Cagliari

AGGIUS. A fine maggio le stufe sono ancora accese e proprio l’esigenza di riscaldare la casa in una serata di primavera anomala avrebbe potuto costare cara a una donna di 38 anni di Aggius che ha accusato un malore, pare provocato dalle esalazioni di monossido di carbonio emanate dalla sua stufa.

Una situazione molto delicata, dal momento che la donna è incinta, al sesto mese di gravidanza.

L’episodio è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì ad Aggius. La donna ha accusato un malore ed è stata accompagnata all’ospedale “Dettori” di Tempio intorno all’una. I sanitari di turno l’hanno visitata e, viste le condizioni, hanno chiesto l’intervento dell’elisoccorso di stanza all’aeroporto Costa Smeralda di Olbia. Gli operatori del turno notturno l’hanno prelevata da Tempio e trasportata sino a Elmas dove, in ambulanza, è stata poi condotta all’ospedale Marino di Cagliari.

In quella struttura è infatti operativa l’unica camera iperbarica in funzione in Sardegna per le emergenze. La donna è stata immediatamente sottoposta a un trattamento. Le persone colpite da intossicazione da monossido di carbonio devono essere sottoposte alla somministrazione di ossigeno. Una somministrazione che può avvenire tramite una semplice maschera o in una camera iperbarica. Nel secondo caso, che è quello che riguarda la donna di Aggius, l’intervento va fatto entro le 12 ore dall’insorgere dell’intossicazione. Il fattore tempo, quindi, è importantissimo. L’efficienza del sistema di elisoccorso è stato fondamentale, ma il caso di ieri ripropone il problema dell’unica camera imperbarica operante in Sardegna per le emergenze.

Nei giorni scorsi un caso analogo aveva avuto per protagonista una 22enne colpita da un malore durante un’immersione a Santa Teresa di Gallura. Anche per lei era stato necessario l’intervento dell’elisoccorso e il trasporto d’urgenza al Marino di Cagliari. L’ospedale di La Maddalena è dotato di camera iperbarica, ma
funziona solo per gli interventi programmati e non per le urgenze. «L’Ats-Assl Olbia - dice la direttrice, Antonella Virdis -, allo stato attuale, non è in grado di garantire l’operativa H 24 della Camera iperbarica soprattutto a causa della ben nota carenza di anestesisti-rianimatori».

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