Nel carcere di Nuchis va in scena Pirandello

È la tappa conclusiva di un progetto dedicato alla legalità che ha coinvolto gli alunni di diverse scuole

TEMPIO. Legalità e teatro sono termini di un binomio per niente scontato. Lo sono ancor meno quando quel teatro è ospitato e opera all’interno di un carcere. È questo uno dei tanti motivi d’interesse che suscita il progetto del Liceo artistico De André dedicato quest’anno al tema della legalità che ha coinvolto gli studenti delle ultime classi di Olbia, Tempio e Nuchis attraverso una serie di incontri periodici. Incontri che hanno avuto lo scopo di sviluppare la riflessione sui temi della legalità e di cittadinanza e Costituzione, come richiede proprio la recente riforma dell’esame di Stato. Denominato “In direzione uguale e contraria”, il progetto si è sviluppato lungo l’arco di diversi anni e si concluderà oggi con una rappresentazione teatrale nella sala teatro della struttura penitenziaria. In scena verrà messo uno dei classici pirandelliani, “Uno, nessuno, centomila”, romanzo dalle mille implicazioni e dall’inesauribile attualità. Sarà anche un modo per rimarcare il conseguimento di un traguardo importante per tutta la comunità scolastica del “De André”, visto che, dopo cinque anni di attività all’interno del carcere di Nuchis, 25 detenuti studenti parteciperanno all’esame di Stato. Nell’anno in corso il progetto è stato coordinato dai docenti Valeria Gerano, Franco Puddori e Giusy Calia. Il canovaccio della rappresentazione è composto da sei scene, ideate integralmente dagli alunni, che hanno progettato e costruito anche la scenografia, occupandosi anche della comunicazione pubblicitaria. Ogni scena propone una pagina del romanzo pirandelliano con riflessioni sulla malattia e sulla vita sociale, sulla difficoltà di realizzazione professionale, su lavoro che c’è e su quello che, invece, manca. «Tutti gli studenti – dichiara il Dirigente scolastico del De André, Maria Chiara Demuro – hanno lavorato alacremente al progetto, dimostrando
di credere nella comunicazione tra le diverse sedi e in particolare con quella di Nuchis e di essere artefici di un’esperienza umana che pone tutti sullo stesso piano, senza pregiudizi, partendo dalla considerazione che la scuola è collaborazione, impegno e superamento delle diversità».

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