Consiglio giudiziario sull’emergenza

Vertice in tribunale sulle carenze di organico. L’appello degli avvocati: «Aiutateci a ricostruire il palazzo di giustizia»

TEMPIO. I mali che sfiancano il tribunale di Tempio, primo fra tutti l’emergenza organico, sono stati al centro del consiglio giudiziario presieduto dal primo presidente della Corte d’Appello Gemma Cucca. Nel lungo incontro col presidente del tribunale di Tempio Giuseppe Magliulo, alla presenza di tutti i magistrati del palazzo di giustizia e del consiglio dell’ordine degli avvocati del Foro di Tempio, forte è emersa la richiesta di aiuto al più importante consesso della magistratura sarda affinché rivolga un’attenzione particolare a un tribunale bistrattato e disastrato, a un passo dal collasso per carico di lavoro e carenza di magistrati e personale amministrativo.

Un tribunale che da troppo tempo lavora in emergenza. Sottodimensionato, travagliato da inchieste giudiziarie, visitato mesi fa dagli ispettori del ministero che hanno certificato la grave situazione in cui opera, con una marea di prescrizioni da ottemperare per sanare carenze risalenti a oltre un decennio e l’impossibilità di farlo per mancanza di uomini. E con un’altra ispezione ministeriale alle porte, prevista nei prossimi giorni, e incentrata esclusivamente nel settore penale. Una realtà che la presidente della Corte d’Appello Gemma Cucca ha detto di conoscere bene, sia per aver guidato lei stessa in passato quel tribunale, sia perché Tempio è già all’attenzione del consiglio giudiziario. «Conosciamo bene la situazione, stiamo facendo il possibile per risolverla», è in sostanza il concetto espresso dalla presidente Cucca.

Il consiglio giudiziario è cominciato nel primo pomeriggio ed è proseguito per molte ore. Prima aperto al consiglio dell’ordine degli avvocati, poi, a porte chiuse con il solo presidente del tribunale Giuseppe Magliulo. Un incontro, in quest’ultima fase, coperto da assoluto riserbo.

Il presidente dell’ordine degli avvocati Carlo Selis ha rappresentato al consiglio giudiziario le gravi difficoltà in cui opera la propria categoria, e non solo. Chiaro e forte l’Sos lanciato. «La sensazione che abbiamo noi tutti, avvocati e magistrati, è quella di lavorare sulle macerie di un terremoto. Aiutateci a ricostruire il nostro tribunale», ha detto Carlo Selis.

«Al consiglio giudiziario abbiamo chiesto che faccia quanto di sua competenza per ampliare in maniera definitiva e stabile la pianta organica. È inutile, per quanto bene possano lavorare i magistrati, continuare a mandare uomini in applicazione. Quelle sono soluzioni temporanee che non bastano più. Abbiamo bisogno di rafforzare la pianta organica, di giudici che stiano qui stabilmente e non qualche mese, e del numero adeguato del personale amministrativo. Abbiamo chiesto un’attenzione particolare nei confronti di questo tribunale che a nostro parere e
senza che nessuno delle categorie che ci lavorano ne abbia avuto colpa, è disastrato».

Due giudici del civile sono in procinto di andare via e tra qualche mese scadranno i mandati dei due giudici con funzioni di gip e gup in applicazione. Un’emergenza che non può più aspettare.

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