Ospedale, la onlus Presidio invita la Regione nell’isola

La Maddalena, Il Merlo è stata l’unico escluso dal tour della commissione sanità Il presidente Pireddu: «Noi cittadini apolitici chiediamo i nostri diritti alla salute»

LA MADDALENA. Non c’è candidato alle Regionali che non abbia immortalato la solenne promessa elettorale per l’ospedale davanti al Paolo Merlo con il Comitato di cittadini in protesta. Al momento però, oltre ai selfie e alle parole, per la struttura sanitaria dell’isola nulla è cambiato. Snobbata persino dal tour della commissione regionale Sanità. Una dimenticanza di peso. La riforma sanitaria firmata Arru-Pigliaru ha pesato sulle scelte elettorali della comunità maddalenina. Plebiscito per il centrodestra e sonoro schiaffone al centrosinistra uscente. L’associazione “Presidio Paolo Merlo” rinfresca la memoria alla Regione e con una nota ufficiale chiede la visita della commissione nell’isola.

Da Comitato ad associazione. Il 24 marzo il Comitato in difesa dell’ospedale ha cambiato pelle. Ed è diventato associazione onlus. Trasformazione di sostanza, che garantisce la rappresentatività del gruppo. Aldo Pireddu guida l’associazione di cui fanno parte decine di cittadini. La missione è una. Salvare l’ospedale.

La missione. «Vediamo questo ospedale che viene progressivamente ridimensionato – spiega Pireddu –. Le emergenze sono tante, ma adesso è fondamentale puntare i riflettori sul Pronto soccorso. A breve ci potrebbe esserci un’ulteriore carenza di personale per il trasferimento di alcuni medici». Pireddu ricorda la mancanza delle fondamentali figure specialistiche, cardiologo, pediatra e chirurgo, che danno consulenza al Pronto soccorso. «Abbiamo seri professionisti al Pronto soccorso che spesso ci salvano da situazioni incresciose – sottolinea Pireddu –, ma l’assenza degli specialisti costringe il medico di turno ad assumersi molte più responsabilità del dovuto».

Agende chiuse. L’associazione denuncia poi la chiusura delle agende per le visite specialistiche, con i professionisti che arrivano da Olbia, fino alla fine dell’anno. «Oculistica e cardiologia sono chiuse sino a dicembre – afferma –. Il paradosso è che lo stesso cardiologo che alla Maddalena ha l’agenda chiusa, fissa la visita entro una settimana ad Arzachena. È evidente che nell’isola ci siano esigenze superiori rispetto a quelle programmate».

La legge. L’associazione dimostra di aver studiato con attenzione le leggi sulla sanità. Il decreto ministeriale 70 e la legge sanitaria regionale. «Norme che dovrebbero garantire il diritto alla salute nelle aree disagiate
e insulari come la nostra – conclude Pireddu –. La dotazione minima prevede un Pronto soccorso con almeno un cardiologo e un pediatra. Un reparto di 20 posti letto di cui tre pediatrici. Radiologia, una emoteca e la farmacia. Diritti che continuano a esserci negati». (se.lu.)

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