Mancano i giudici, su Tempio il ministero si mette al lavoro

Il sottosegretario Ferraresi: allo studio la riorganizzazione delle piante organiche. Ma non arriveranno magistrati a breve

TEMPIO. L’emergenza organico del tribunale di Tempio è all’attenzione del ministero, ma la soluzione alla grave carenza di giudici che ha portato alla paralisi l’amministrazione della giustizia in Gallura, non arriverà a breve. Si può riassumere così, l’intervento del sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi (Movimento 5 stelle). Il quale, da un lato, rassicura che il ministero conosce bene il caso tempiese, ma dall’altra fa sapere che l’invio di nuovi magistrati – richiesta alla base dell’astensione ad oltranza proclamata dagli avvocati del Foro di Tempio – non potrà avvenire fino a quando non saranno aggiornate le piante organiche della magistratura. Cosa a cui sta lavorando attualmente il ministero.

Una risposta dai “piani alti” (forse non esattamente quella che ci si aspettava), è perlomeno arrivata. Ad accendere i riflettori sull’insostenibile situazione in cui è precipitato il palazzo di giustizia gallurese – 24mila procedimenti pendenti per 6 magistrati sugli 11 (insufficienti) in pianta organica –, l’eclatante mobilitazione degli avvocati civilisti e penalisti che hanno deciso di astenersi dalle udienze fino a quando non si intravvederà un progetto concreto e decisivo per garantire il buon funzionamento del tribunale e dare una risposta di giustizia ai cittadini.

Spiega il sottosegretario Ferraresi: «La situazione di carenza in cui versa l’organico del tribunale di Tempio Pausania è all’attenzione del ministero della Giustizia, anche grazie alle ripetute segnalazioni dei parlamentari del territorio. Il ministero ha allo studio la riorganizzazione delle piante organiche della magistratura, percorso che dovrebbe concludersi a breve e che porterà ad un aumento di 600 magistrati rispetto alle piante attuali, aumento già finanziato con la scorsa legge di stabilità a beneficio di tutto il territorio nazionale». La riorganizzazione delle piante organiche dovrà però essere sottoposta al vaglio del Consiglio superiore della magistratura. E solo a quel punto potranno essere rimodulate secondo le esigenze delle diverse realtà. «Purtroppo – chiarisce Ferraresi –, non è quindi possibile allo stato attuale, inviare nuovi magistrati se gli organici del personale non sono aggiornati e se non vi sono concorsi che vadano a sopperire ai posti vacanti, atti che verranno portati avanti nel più breve tempo possibile».

Sull’emergenza tribunale, interviene anche il consigliere regionale Pd Giuseppe Meloni. A fare pressing sul ministro Bonafede erano stati ieri il deputato 5stelle Nardo Marino e il consigliere regionale della Lega Dario Giagoni. Dopo aver attaccato l’esponente della Lega sul tardivo interessamento al problema («Giagoni avrebbe dovuto farlo quando il presidente Solinas era vice presidente al senato e avrebbe potuto incidere davvero su questa vergognosa situazione»), rimarca la necessità «che tutti i parlamentari eletti in Sardegna facciano pressing sul ministro della giustizia affinché intervenga drasticamente sulla vicenda e risolva una situazione ormai insostenibile. Per questo – aggiunge Meloni – condivido e sostengo la posizione dei miei colleghi avvocati che hanno deciso l’astensione
ad oltranza dalle udienze, alla quale ovviamente anche io mi sono unito da professionista iscritto a quel Foro, e credo che non si debba arretrare di un millimetro fino a quando non ci saranno segnali concreti di cambiamento rispetto all’attuale situazione di paralisi della giustizia».

TrovaRistorante

a Olbia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community