Cabras, nella laguna strage di fenicotteri: uccisi 4 esemplari

Altri uccelli rosa dello stagno di Mistras feriti a colpi di pallini. La Forestale sulle tracce di un suv: «Forse cacciatori delusi»

CABRAS. Un gioco macabro, un tragico esempio di balordaggine. Gli autori della strage di fenicotteri, avvenuta ieri mattina alla prime luci dell’alba nello stagno di Mistras, hanno toccato le corde dell’anima di chi ama e ammira gli eleganti volatili dalle piume rosa. I protagonisti potrebbero essere dei cacciatori frustrati e delusi, secondo la Forestale. Il nuovo giorno era appena nato quando qualcuno ha scaricato i fucili caricati a pallini contro i fenicotteri che hanno scelto una delle lagune di Cabras come domicilio: quattro uccelli sono morti, centrati al collo e al corpo, un altro ha rischiato grosso ma è stato soccorso tempestivamente e ora è ricoverato nella Clinica veterinaria Duemari di Oristano in condizioni gravissime.

«All'alba di ieri - spiega la breve nota del Corpo forestale - in un’area Sic vicina allo stagno di Cabras, sono state esplose alcune fucilate su uno stormo di fenicotteri al pascolo». Gli agenti del corpo di vigilanza ambientale sono sulle tracce di un fuoristrada scuro segnalato da alcuni testimoni.

Il rumore degli spari ha richiamato l’attenzione di un gruppo di pescatori che presidiava la peschiera di Sa Madrini, a poche centinaia di metri dal teatro dell’episodio. I pescatori, però, oltre ad aver segnalato l’episodio agli uomini del Corpo forestale sono riusciti solo ad assistere il fenicottero superstite. Nessuna indicazione, per il momento, sugli autori della strage che evidentemente hanno fatto fagotto subito dopo aver messo a segno i cinque colpi più facili e più inutili, lasciando gli animali nelle acque dello stagno.

I fenicotteri, infatti, non sono certo un bersaglio impossibile. Anzi. Chiunque riuscirebbe a far centro ma per fortuna c’è chi preferisce ammirare l’eleganza degli uccelli bianchi e rosa invece che utilizzarli come facili bersagli per dimostrare chissà cosa. La notizia, ovviamente, ha fatto il giro del paese e in un batter d’occhio è rimbalzata anche sui social network, dove si è scatenata la rabbia di animalisti e appassionati dei pacifici volatili.

Sul banco degli imputati, considerata la giornata venatoria, sono saliti subito i cacciatori, indicati dai più come possibili responsabili della crudele bravata. I commenti a caldo, in effetti, non lasciano molto spazio alle repliche. Le parole più dolci espresse dagli internauti sono in realtà pesanti come macigni ma il sentimento che accomuna il fronte delle proteste è uno solo: il disprezzo.

Tra le richieste che piovono dalla rete anche quella più scontata: conoscere le generalità dei responsabili di un atto tanto brutale quanto gratuito. Un compito che gli agenti del Corpo forestale stanno provando a

risolvere da questa mattina anche perché, oltre che un gesto senza senso, la caccia al fenicottero è un reato dato che la specie è tutelata dalla Direttiva uccelli promossa dal ministero dell’ambiente e dalla legge 157, che dovrebbe regolamentare la caccia.

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