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Distretto socio sanitario, è rivolta contro il presidente

ALES. L’ultima richiesta per la convocazione urgente del Comitato di Distretto socio-sanitario di Ales e Terralba risale al 6 marzo deL 2013. Insomma, sta per passare un anno dall’ultimo faccia a...

ALES. L’ultima richiesta per la convocazione urgente del Comitato di Distretto socio-sanitario di Ales e Terralba risale al 6 marzo deL 2013. Insomma, sta per passare un anno dall’ultimo faccia a faccia. Il documento presentava una contestuale sfiducia nei confronti del suo presidente, Antonello Passiu, in virtù di una serie di mancanze descritte puntigliosamente dai quindici sindaci firmatari.

Da allora, nulla più è stato fatto e il comitato non è mai stato convocato. «Uno stallo inaccettabile – ha dichiarato ieri il sindaco di Villa Verde, Roberto Scema –. Al di là della questione sulla sfiducia, ci sono situazioni che si stanno incancrenendo e criticità nuove, qualcuno deve intervenire urgentemente».

Giovedì c’è stata quindi la comunicazione al direttore della Asl, al presidente della Conferenza provinciale socio-sanitaria e all’ancora presidente del Comitato di Distretto socio-sanitario di Ales-Terralba per dare un aut aut e richiedere urgentemente la convocazione della riunione del Comitato di Distretto. «L’inadempienza è del presidente, che ha già ignorato la richiesta alla convocazione firmata da oltre un terzo dei sindaci ben otto mesi fa – ha spiegato ancora Roberto Scema –. Quel che chiediamo nuovamente è una convocazione urgente. Se l’appello dovesse restare inascoltato, ci siamo già organizzati e abbiamo stabilito che il 7 febbraio ci convocheremo autonomamente».

Al direttore generale dell’Asl, Mariano Meloni, e al presidente Antonello Passiu è indirizzata «La cortese richiesta di intervenire al fine di garantire un rispetto della norma e la possibilità reale di partecipazione delle amministrazioni locali alla vita dell’azienda», ma il clima sembra ben più teso. Come stabilito dalla legge numero 10 del 2006, infatti, «Il comitato di distretto socio-sanitario si riunisce obbligatoriamente almeno due volte all'anno, nonché su richiesta del direttore generale dell'azienda sanitaria locale

o di almeno un terzo dei componenti il comitato medesimo». L’imposizione della legge è rimasta inascoltata, pertanto «Noi non vorremmo arrivare all’estrema misura dell’autoconvocazione, ma siamo decisi a fare di tutto per uscire da questa situazione», conclude Roberto Scema. (c.c.)

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