Il Montiferru a Roma contro le trivelle

SENEGHE. La battaglia contro il progetto Cuglieri, per la ricerca di risorse geotermiche nel Montiferru e nella Planargia, si sposta nella Capitale. Questa mattina, inizio 9.30, i sindaci di Seneghe...

SENEGHE. La battaglia contro il progetto Cuglieri, per la ricerca di risorse geotermiche nel Montiferru e nella Planargia, si sposta nella Capitale. Questa mattina, inizio 9.30, i sindaci di Seneghe e di Santu Lussurgiu, Antonio Luchesu e Emilio Chessa, prenderanno parte al convegno organizzato dalla Rete nazionale “No Geotermia elettrica” e avranno la possibilità di rappresentare davanti a parlamentari e ministri i motivi del no espresso dal territorio che governano al progetto denominato Cuglieri.

Ancora un no forte e deciso, quindi, alla richiesta presentata dalla società Exergia Toscana di procedere a trivellazioni esplorative, sale dalle popolazioni locali. «Gran parte dei sondaggi preliminari autorizzati dalla Regione con la delibera dello scorso dicembre – dice Chessa – ricadono nel nostro territorio. Noi, sia ben chiaro a tutti, non vogliamo trivelle nei nostri boschi. Se necessario ci mobiliteremo tutti, amministrazione comunale in testa, per impedire l’allestimento di qualsivoglia cantiere nel nostro territorio».

Chessa si è detto disponibile anche a convocare in via straordinaria e permanente il Consiglio comunale nell’area in cui dovrebbero essere effettuati i sondaggi di superficie. Dello stesso avviso è anche Antonio Luchesu. È stato il primo sindaco del Montiferru a deliberare contro il progetto Cuglieri.

«La geotermia – scrivono gli organizzatori del convegno romano –, in alcune zone, non è quella virtuosa fonte energetica rinnovabile che è stata propagandata per anni: ne è testimonianza il forte disagio dei cittadini dell’Amiata alle prese con livelli di inquinamento e danni alla salute non inferiori alle aree più inquinate del nostro paese. La preoccupazione – si legge nel documento – viaggia da una regione all’altra e coinvolge cittadini, associazioni, sindaci, provincie e regioni. Siamo venuti a Roma – conclude – per dialogare con il Governo, con i ministri responsabili e con le Regioni teatro delle mobilitazioni».

Chessa e Luchesu, che interverranno nella discussione in programma questa mattina, non hanno dubbi: «La nostra posizione, peraltro più volte ribadita in più occasioni, non può che essere un no e forte chiaro a quel progetto».

Ancora: «Vogliamo conservare il diritto di decidere con i nostri cittadini il futuro del nostro territorio. Futuro che non può prescindere dal rispetto delle sue

peculiarità ambientali e faunistiche».

All’incontro odierno sono stati invitati specialisti delle politiche ambientali, parlamentari, i ministri dell’Ambiente, della Salute e dello Sviluppo economico, e i presidenti delle regioni interessate ai progetti geotermici.

Piero Marongiu

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