Gli ecologisti: fermate le ricerche geotermiche, salvate il Montiferru

Energia, il Gruppo di intervento giuridico lancia un appello ai Comuni: stop alla società autorizzata dalla Regione

CAGLIARI. Fermate le ricerche di energia geotermica nel Montiferru e nella Planargia, difendete il vostro territorio. Gli ecologisti del Gruppo di Intervento giuridico lanciano un appello ai comuni del territorio a proposito delle richieste di permessi di ricerca di energie geotermiche. «Il Servizio attività estrattive e recupero ambientale dell’assessorato regionale dell’Industria – spiegano – ha convocato la conferenza di servizi per il rilascio di un’autorizzazione di questo tipo alla Exergia Toscana srl. Le amministrazioni comunali interessate, se vogliono difendere il proprio territorio, devono farlo ora».

Il Gruppo di intervento giuridico, in una nota, ricorda gli «aspetti fondamentali» della vicenda che riguarda la richiesta della Exergia Toscana di un permesso di ricerca per risorse geotermiche che riguarda un’area di 122 chilometri quadrati per la durata di sei anni di durata.

Sono coinvolti i territori comunali di Seneghe, Cuglieri, Scano Montiferro, Tresnuraghes, Magomadas, Flussio, Sagama, Tinnura, Sennariolo, Santulussurgiu in provincia di Oristano.

«La giunta regionale - spiega la nota - il 30 dicembre 2013, ha concluso il procedimento di verifica di assoggettabilità disponendo la non necessità del successivo procedimento di valutazione di impatto ambientale e il rispetto di una lunga serie di condizioni: in pratica - spiegano gli ecologisti - il progetto è stato diviso in due, autorizzando solo le indagini in superficie senza scavi, tagli o danneggiamento della vegetazione, trivellazioni. Conformemente al parere del Servizio Savi dell’assessorato regionale dell’Ambiente, la successiva eventuale fase - comprendente anche le trivellazioni - dovrà essere di nuovo assoggettata a procedura di verifica di assoggettabilità».

A questo punto è previsto che il rilascio del permesso di ricerca da parte dell’Assessorato regionale dell’industria sia subordinato all’intesa con i comuni territorialmente competenti. L’intesa o il diniego formale devono avvenire entro 60 giorni dalla richiesta altrimenti il procedimento va avanti ugualmente.

«Nel corso degli ultimi anni - viene messo in evidenza nella nota degli ecologisti - la Sardegna sembra diventata la terra promessa della ricerca di risorse energetiche: ben undici istanze per permessi di ricerca, per un estensione di svariate migliaia di ettari, due delle quali già accolte. L’assenza di un piano energetico-ambientale regionale vigente e aggiornato comporta l’assenza di una vera e propria politica energetica regionale effettivamente rispettosa dei valori

ambientali, idrogeologici, storico-culturali. Da qui - conclude il Gruppo di intervento giuridico - le tante richieste da parte di molti operatori privati, l’estrema discrezionalità da parte della Regione, le molte proteste da parte di associazioni, comitati, intere collettività locali».

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