Il fieno della solidarietà scortato dalla Brigata

Arrivato a Uras il dono degli allevatori di Asiago per le aziende colpite dal ciclone. Il sindaco Casciu alla Regione: «Adesso è arrivato il tempo di risposte certe»

URAS. Oltre 120 quintali di fieno da distribuire agli allevatori di Uras che hanno subito gravi danni dall'alluvione dello scorso 18 novembre. Ieri mattina l'articolato è arrivato di buon'ora e con una scorta d'eccezione, la Brigata Sassari.

Il dono è partito dagli agricoltori associati alla Coldiretti dell'altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza, centro al quale i Sassarini sono legati dai tempi della prima guerra mondiale. Il lavoro di raccolta e promozione è stato svolto dalla Fasi (Federazione delle associazioni sarde in Italia), e reso possibile dal lavoro dei volontari dell'Ordine di Malta, del Cisom e dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. La Tirrenia e il camion della Logistica Nieddu hanno permesso che il carico arrivasse a destinazione gratuitamente. «Dobbiamo dire ancora un avvolta grazie alle donazioni e all’iniziativa di volontari, quelle che ci permettono di andare avanti visto il silenzio assordante di Regione e Stato in materia di alluvione» ha commentato il sindaco di Uras, Gerardo Casciu all’arrivo del carico speciale. Come ricordato dal primo cittadino, «sono state proprio le aziende agricole le vittime maggiormente danneggiate da questa calamità». Sono ben 61 le imprese che hanno subito danni per un ammontare che oscilla tra i 10 e i 12 milioni di euro. Ancora, sono 190 le abitazioni danneggiate, per rimettere a norma le quali non ci vorranno meno di due milioni di euro. «Sono molto grato a quest’iniziativa e voglio aggiungere non solo per gli allevatori, ma per tutti i cittadini di Uras che hanno subito danni dall’alluvione, che la nostra attenzione non è calata».

Il primo cittadino ha infatti dichiarato che «aspetteremo il tempo d’insediamento stabile della nuova giunta Pigliaru, che gli permetta di prendere visione delle carte, poi inizieremo nuovamente a bussare alle porte della Regione e chiedere conti anche a loro sulle iniziative che intendono adottare per le zone alluvionate». Un punto fondamentale per Gerardo Casciu è anzitutto invertire la rotta sulla «marcia indietro vergognosa» fatta sui patti già stabiliti prima delle elezioni. «Quando abbiamo incontrato l’allora presidente Cappellacci all’indomani dell’alluvione, nella riunione dei sindaci che si svolse a Tramatza assieme al commissario della Protezione Civile, Franco Gabrielli – ricorda il sindaco di Uras – già avevamo parlato di cifre e programmi, ma quegli aiuti non sono mai arrivati». Il sindaco ha poi rilanciato la richiesta, inoltrata

in ben due missive indirizzate alle autorità regionali e statali, di mettere i Comuni alluvionati nella possibilità di spendere almeno l'avanzo di amministrazione e il fondo cassa, in totale più di tre milioni di euro, bloccati attualmente dal Patto di stabilità.

Caterina Cossu

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