Laconi, Sant’Ignazio rimane senza comitato organizzatore

LACONI. A un mese dalla ricorrenza dell’11 maggio, data in cui si commemora l’anniversario della morte di Sant’Ignazio, che la Chiesa identifica come dies natalis, la macchina organizzativa, nel...

LACONI. A un mese dalla ricorrenza dell’11 maggio, data in cui si commemora l’anniversario della morte di Sant’Ignazio, che la Chiesa identifica come dies natalis, la macchina organizzativa, nel paese che vide nascere il santo, resta in stand by. Si attende infatti l'elezione di un nuovo direttivo dell’Associazione Sant’Ignazio da Laconi che ha il compito di organizzare tutti gli eventi cittadini legati al culto del santo.

Per accelerare i tempi, il sindaco Paolo Pisu e il parroco padre Fabrizio Congiu hanno convocato, per domenica prossima, alle 16 al Cineteatro De André, un’assemblea straordinaria. L’invito a partecipare all’incontro è rivolto ai soci e l’intento è di discutere le varie problematiche e indire nuove elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo, rinnovo che si sarebbe dovuto garantire con la votazione indetta per lo scorso 25 gennaio, andata deserta.

L’associazione Sant’Ignazio in questi anni si è occupata di organizzare i tre eventi legati alla vita del Santo: il dies natalis nel mese di Maggio, che rappresenta la festa più intima per i laconesi; la grande sagra di agosto che richiama numerosi pellegrini e turisti e dura cinque giorni; infine la celebrazione del 17 dicembre in cui ricorre la nascita del santo concittadino.

In ogni periodo dell’anno, anche lontano dalle date delle varie celebrazioni, non mancano comunque i devoti del santo più amato dei sardi. La scarsa disponibilità di risorse impedisce, però, di organizzare eventi significativi. Nello scorso dicembre, il primo cittadino Paolo Pisu aveva pubblicamente attaccato l’allora assessore al Turismo, Luigi Crisponi, con l’accusa di aver trascurato il santo laconese e di non aver inserito il paese del

Sarcidano tra i luoghi in cui si svolgono gli eventi più importanti della Sardegna. Un riconoscimento e un’attenzione dovuti, secondo Paolo Pisu, «Perché la cittadina è da sempre considerata la piccola Assisi sarda e ogni anno continua ad ospitare migliaia di pellegrini».

Ivana Fulghesu

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