Sinis e Barigadu, la raccolta rifiuti in piena emergenza

Lavoratori scippati dei contributi, mezzi sequestrati I camioncini della raccolta viaggiano col gasolio al minimo

NARBOLIA. L’emergenza è alla porte. Il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti nell’unione dei comuni dei Sinis e del Barigadu è a un passo dal collasso. Le responsabilità, come spesso capita in casi come questo, sarebbero molteplici. In cima alla lista c’è la ditta titolare dell’appalto: la Asa. A seguire, le istituzioni (Unione dei comuni e amministrazione comunali) che dovrebbero sorvegliare da vicino un sistema delicato e imprescindibile come quello della raccolta dei rifiuti. Invece, la raccolta degli operai della Asa va a rotoli. Sono una ventina i lavoratori che hanno deciso di uscire alla scoperto con l’intenzione di evitare un crack che ormai sembra quasi scontato. «Dalle nostre informazioni ci risulta da tre anni a questa parte, la ditta non versa i contributi per i fondi pensionistici. Le trattenute in busta paga, però, non sono mai stati sospese», raccontano i dipendenti che raccolgono la spazzatura dei comuni di Milis, San Vero Milis, Tramatza, Bonarcado, Seneghe, Cuglieri, Bauladu e Zeddiani. All’elenco deve essere aggiunta anche Narbolia, nonostante il comune non faccia parte dell’Unione del Sinis – Montiferru. Dai racconti dei dipendenti spicca la precarietà che governa una situazione quasi paradossale. «Siamo costretti a fare rifornimento con le taniche di gasolio e abbiamo i chilometri contati. Basterebbero pochi metri in più per restare in mezzo alla strada senza benzina». I camioncini della raccolta, poi, sono al centro di un altro caso: «Nei giorni scorsi ce ne hanno sequestrato sette perché sono stati acquistati in leasing e l’azienda non pagava le rate. Ora circoliamo con mezzi vecchi e non a norma». La lista delle lamentele è sterminata: «Non riceviamo il vestiario che ci spetta da due anni e l’Asa non versa nemmeno la quota che era stata pattuita per i buoni pasto». La preoccupazione maggiore dei dipendenti arriva quando si rivolge lo sguardo al futuro. «Abbiamo l’impressione che questa situazione sia stata sottovalutata. Evidentemente qualcuno aspetta che le strade siano piene di rifiuti prima di intervenire». Un incubo che potrebbe materializzarsi entro poco tempo, quando l’estate sarà alle porte e le taniche di gasolio non basteranno per coprire i chilometri di coste che verranno assediate dai turisti. Ovviamente, prima di discutere pubblicamente i paradossi del servizio, i dipendenti hanno percorso tutte le strade disponibili: «Veniamo da due anni e mezzo di accordi sindacali che puntualmente vengono disattesi. Alcuni li abbiamo

firmati anche davanti al Prefetto di Oristano ma non abbiamo ottenuto nulla». Insomma, all’orizzonte potrebbe esserci la paralisi di un servizio che impiega 19 operai e che è indispensabile per un territorio vastissimo in cui sono inclusi nove comuni con le relative frazioni e borgate marine.

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