A Sedilo è tornata l’acqua Rete di cemento-amianto

Dopo sei giorni di disagi risolto quasi del tutto il problema della penuria idrica Ma l’Associazione regionale ex esposti chiede la sostituzione delle tubazioni

SEDILO. L’esperimento ha funzionato. Il tubo di 450 metri in polietilene allacciato mercoledì dagli operai di Abbanoa ha convogliato l’acqua nella rete idrica urbana, che ieri intorno alle 5,30 ha riportato il prezioso liquido nelle prime case dopo più di cinque giorni di “siccità”. Il servizio è stato ripristinato gradualmente e come preannunciato è stata ridotta la pressione per evitare altri inconvenienti. Il ripristino della normalità, per quanto riguarda la parte alta del paese, si dovrebbe avere oggi.

Nei due giorni precedenti l’erogazione era stata più volte sospesa per sanare alcune perdite ma dopo i primi interventi di riparazione la situazione è precipitata. Malgrado il gran lavorio delle squadre di manutentori non si è riusciti a tamponare l’ emergenza per via dell’estrema fragilità delle vecchie tubazioni. Fino alla decisione di bypassare con un collettore esterno il tratto più critico della linea foranea. Alla soluzione provvisoria dovrà presto seguire un intervento risolutore, almeno per quanto riguarda il punto più sensibile della condotta vetusta e usurata fatta di cemento amianto. Su questo fronte lo spiraglio si è aperto nel corso dell’incontro a Cagliari tra i vertici Abbanoa, il commissario dell’Autorità d’ambito e una delegazione del Comune, che ha ottenuto l’ impegno formale di destinare 110mila euro al rifacimento, nell’immediato, di un tratto della condotta di Lighei. Il manufatto esistente sarà soppiantato da una tubatura in ghisa lunga un chilometro, tuttavia permane la necessità di un radicale intervento di riqualificazione dei restanti sei chilometri. Il problema non riguarda solo l’efficienza delle opere idrauliche ma anche la qualità dell’acqua distribuita alle comunità, e le condotte in cemento amianto costituiscono un potenziale pericolo per la salute pubblica. La questione è riemersa con il caso di Sedilo ma interessa i territori attraversati da 9000 chilometri di rete idrica di cemento amianto. A questo proposito l’Associazione regionale ex esposti amianto di Oristano ha chiesto se durante i lavori di riparazione siano state rispettate tutte le misure finalizzate a tutelare l’ambiente, il diritto alla salute dei cittadini e dei lavoratori. Sollecitando un piano

d’intervento che preveda la sostituzione dell’amianto con prodotti sicuri, ha chiesto agli organi competenti di disporre le opportune verifiche «Dando, se è il caso, assicurazione di apertura di procedimenti a carico di eventuali responsabili per la violazione della normativa in materia».

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