Il pronto soccorso è intasato da troppi casi non urgenti

Il bilancio dell’attività delle struttura dell’Asl 5: 34mila interventi in un anno nei tre ospedali A luglio il servizio verrà potenziato con l’arrivo di sei specialisti in medicina d’emergenza

ORISTANO. Nel 2013 quasi 34mila cittadini della provincia si sono rivolti al pronto soccorso degli ospedali di Oristano e Bosa e nel centro di primo intervento dell’ospedale di Ghilarza. Di questi oltre 24mila nella struttura d’emergenza del solo presidio ospedaliero del capoluogo. Il nosocomio della Planargia ne ha accolti quasi 5.600 e il “Delogu” di Ghilarza poco più di 4.500. Ma il dato più significativo per i medici dell'Oristanese è che, in oltre il 77 per cento dei casi, i codici assegnati nel triage fatto dagli infermieri all’accettazione sono verdi o bianchi - cioè casi meno gravi -, con questi ultimi che aumentano esponenzialmente nella fascia oraria che va dalla mezzanotte alle 9 del mattino.

Accessi impropri, dunque, di pazienti che potrebbero e dovrebbero essere presi in carico dal medico di famiglia o dalla guardia medica e che invece spesso “intasano” le strutture ospedaliere d'emergenza. Con l'effetto non solo di appesantire la macchina organizzativa e rallentare le prestazioni più urgenti, ma anche di far lievitare le spese. La comunicazione tra presidi ospedalieri e pazienti è, dunque, l'unica via d'uscita, oltre alla perennemente richiesta e auspicata riorganizzazione territoriale della sanità in Sardegna. È stato tramite l’analisi dei dati nazionali, ma soprattutto locali, che ieri è stata introdotta anche a Oristano la Settimana nazionale del pronto soccorso, in tutta Italia dal 16 al 22 giugno. Un incontro organizzato da Simeu, Società italiana di medicina di emergenza urgenza, in collaborazione con la Asl 5, per spiegare agli interlocutori istituzionali, alle associazioni di volontariato ed ai cittadini le dinamiche della complessa macchina organizzativa del pronto soccorso. All’incontro hanno partecipato, oltre ad alcuni rappresentanti del personale sanitario, il direttore del pronto soccorso, Salvatore Manca, il referente aziendale del 188 e componente del direttivo nazionale Simeu, Corrado Casula, il direttore generale della Asl 5, Mariano Meloni, il direttore dei presidi ospedalieri, Nicola Orrù, il presidente dell'Ordine dei medici, Antonio Sulis. Lo slogan dell’iniziativa, “È urgente fare squadra”, ben sintetizza lo spirito che anima anche i medici dei presidi oristanesi, che a luglio riceveranno una boccata d'ossigeno con l'arrivo dei primi sei medici specializzati in Medicina d'emergenza e urgenza dall'Università di Sassari.

Nota positiva, nostante la sofferenza nei numeri del personale, è che i dati sui tempi d'attesa dei pazienti

al pronto soccorso sono confortanti. Al San Martino i codici rossi e quelli gialli hanno un accesso immediato alla prestazione, diversamente dal resto d'Italia dove si può aspettare anche 20 minuti, mentre i codici verdi e bianchi hanno rispettivamente tempi medi di attesa di 50 e 93 minuti.

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