Intervento senza anestesia, donna ipnotizzata in sala operatoria: è la prima volta nell’isola

Una paziente dell’ospedale San Martino di Oristano è stata ipnotizzata, senza la tradizionale anestesia generale, per effettuare

l’impianto di un defibrillatore automatico nel suo torace
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ORISTANO. Una paziente dell’ospedale San Martino di Oristano è stata ipnotizzata, senza la tradizionale anestesia generale, per effettuare l’impianto di un defibrillatore automatico nel suo torace una paziente dell’ospedale San Martino. L’intervento, primo senz’altro nel suo genere in Sardegna è stato eseguito dai medici dell’Unità Operativa di Cardiologia guidata dal dottor Antonio Caddeo, composta dai medici Gianfranco Delogu, Maria Valeria Demontis, dalle infermiere Ombretta Pinna e Milena Zedda e dal tecnico di radiologia medica Giorgio Scanu, con il supporto degli ipnologi Nino Sole e Danilo Sirigu, provenienti dall’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari che collaborato gratuitamente con la Asl 5.

«L’ipnosi clinica è una tecnica ormai validata in sedazione e analgesia», spiega il primario dell’Unità di Cardiologia dell’ospedale San Martino, Antonio Caddeo, «ed è stata utilizzata in procedure interventistiche odontoiatriche, gastroenterologiche, dermatologiche e ostetrico-ginecologiche, ma non è presente in letteratura il suo utilizzo in procedure di elettrostimolazione cardiaca». Si è ricorso all’ipnosi, come alternativa alla classica anestesia generale, per via delle condizioni di salute del paziente, che in passato aveva avuto delle importanti complicazioni e che soffriva di un’aumentata sensibilità al dolore. Alla paziente doveva essere impiantato un defibrillatore automatico, apparecchio in grado di rilevare eventuali disturbi del ritmo cardiaco e di intervenire con un impulso di corrente per eliminare l’aritmia. «Tutto si è svolto come di routine per ciò che riguarda l’intervento», hanno raccontato i medici che hanno eseguito l’operazione, «la peculiarità ha riguardato la parte introduttiva, quando gli ipnologi, parlando al paziente attraverso delle cuffie auricolari, l’hanno fatta cadere in un stato di ipnosi profonda, un processo che ha richiesto circa venti minuti».

Quindi l’equipe medica della Cardiologia, che per la prima volta si trovava a eseguire un intervento del genere, ha potuto procedere nell’impianto. «Per l’efficacia dell’ipnosi, era necessario l’assoluto silenzio», hanno sottolineato i sanitari, «per questo abbiamo operato con la massima cautela, cercando per quanto possibile di comunicare fra noi con i gesti e con i cenni degli occhi. È stato necessario un grande coordinamento e tutto è andato per il meglio: è stato un ottimo lavoro di squadra». Al termine dell’intervento, che nel complesso è durato circa un’ora, la paziente ha dichiarato di ricordare tutto, ma di non aver sofferto. A testimonianza di ciò, i medici hanno rilevato che nel corso dell’operazione tutti i parametri vitali si sono mantenuti costanti e non c’è stato l’incremento di pressione che solitamente si verifica,

a segnalare che la paziente non ha subito alcuno stress. I sanitari hanno potuto constatare che anche il sanguinamento è stato meno abbondante di quanto non si verifichi nella maggior parte dei casi ed il risveglio della donna, che ora è stata dimessa e sta bene, è stato rapido e sereno.

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