Ok del gruppo “Per Bosa” al nuovo depuratore

L’opposizione, con l’ex sindaco Pierfranco Casula, favorevole all’opera Secondo i consiglieri, la nuova struttura deve essere adeguata alle necessità

BOSA. Depuratore consortile e collettamento dei reflui provenienti dalla Planargia, da “Per Bosa” disco verde a condizione che la nuova struttura venga adeguata al carico antropico presente e futuro del territorio. In una lunga nota il gruppo consiliare di minoranza traccia il lungo percorso burocratico partito fin dagli anni novanta, e culminato nei giorni scorsi con l’annuncio di Abbanoa di aver appaltato i lavori per la costruzione del nuovo depuratore e della nuova rete di collegamento dei reflui verso Terridi, per un ammontare di oltre sei milioni di Euro. Pierfranco Casula, capogruppo di Per Bosa, ricorda che «Attualmente l'impianto depurativo di Bosa ricomprende due depuratori, uno comunale costruito ai primi anni '80, l'altro costruito dal Consorzio Asi, all'interno di in un quadro progettuale che comprendeva tutta la Planargia, chiamato Schema Bosa». Per ora utilizzato dalla sola città del Temo in quanto «Non venne mai realizzato il collettore di collegamento con la zona industriale di Suni e degli altri paesi». Tra il 2004 ed il 2005 i due impianti vennero integrati e fatti funzionare in rete portando la capacità depurativa a circa 20mila abitanti equivalenti. L’opportunità di concentrare su Bosa il sistema di depurazione nasce negli anni novanta, ricorda ancora Casula, con l’intento di «Ottimizzare il sistema da un punto di vista tecnico ed economico, oltre che ambientale, evitando la presenza di più impianti che avrebbero reso più difficoltosa la gestione dei reflui». Da qui la richiesta di diverse amministrazioni di un ampliamento del depuratore sufficiente a servire una popolazione (conseguente ad uno sviluppo turistico di Bosa e del territorio) attraverso un sistema modulare che consenta di servire da subito circa 30mila abitanti, 40mila in futuro». Sul fronte politico quindi «Un intervento di questa tipo è vitale per lo sviluppo, garantendo un servizio indispensabile per le potenzialità turistiche nel loro complesso» considerando che per la particolare conformazione del territorio Bosa è parte terminale di tutti gli scarichi che si affacciano su questo tratto di costa Occidentale. Meglio quindi, afferma Casula «Regimentare tutti gli scarichi a mare di tutti i paesi planargesi, evitando la presenza di sistemi di depurazione piccoli e inadeguati». Anche se «Quello che oggi Bosa deve esigere è il rispetto degli accordi presi in sede di Conferenza

di servizi: vale a dire dare priorità al potenziamento del depuratore e, contestualmente, portare avanti la posa del nuovo collettore». Insomma un sì condizionato alla realizzazione, prima della collettazione, di una struttura che possa reggere con sicurezza un consistente carico antropico.

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