Altra giornata all’asciutto e operai ancora al lavoro

Bosa, addetti di Abbanoa all’opera sino a tarda sera ma manca il lieto fine Oggi la situazione idrica dovrebbe tornare alla normalità in città e nelle frazioni

BOSA. Manca l’acqua, si cerca la falla, si fanno riparazioni, i serbatoi si riempiono e nuovamente il prezioso liquido fluisce dai rubinetti cittadini e delle vicine marine. Questo il riassunto del film in replica in queste ore anche se nel tardo pomeriggio non c’è ancora il lieto fine dopo l’ennesima falla che ha lasciato all’asciutto molti utenti che fanno ancora oggi affidamento, prudentemente, sulle scorte dei serbatoi.

Intere famiglie di residenti, operatori turistici e ospiti delle vacanze, ieri hanno fatto ancora una volta affidamento sull’acqua delle autobotti messe a disposizione dalla Protezione Civile. L’emergenza è partita con le prime segnalazioni di carenze idriche già lunedì sera. Martedì gli operai di Abbanoa hanno individuato e riparano la falla a Su riu mortu e intorno alle 13 iniziano le operazioni di riempimento graduale dei serbatoi per evitare altri problemi alla condotta. Ma la situazione precipita nuovamente. Nella notte tra martedì e mercoledì infatti si apre un’altra falla nella zona di Buddesi. La seconda in meno di 24 ore, dopo le quattro di fila registrate a luglio in altri siti.

Le squadre di Abbanoa si mettono ancora al lavoro per riparare il guasto in giornata, con la previsione di farlo entro le venti, e riavviare il servizio. Ma nel frattempo l’emergenza per gli ottomila abitanti di Bosa, a cui si aggiungono le presenze turistiche, è inevitabile. Il sindaco chiede alla Protezione civile regionale di far arrivare quattro autobotti e firma un’ordinanza che istituisce il Centro comunale di protezione civile, coordinato dai volontari della Croce Rossa che si attivano insieme agli assessori per cercare di dare una risposta il più veloce possibile a chi li tempesta di telefonate.

Per evitare lunghi viaggi verso Macomer, si decide di riempire in zona: alle fonti di Luzzanas a Scano e da Modolo e Flussio. Dopo i giorni a secco di luglio e quelli degli anni e mesi precedenti, Abbanoa ha previsto che utilizzerà oltre cinque milioni per sostituire gli undici chilometri di condotta foranea da Barasumene al ripartitore di Monte Contra, da cui si diramano le condotte per Bosa, Bosa Marina, Porto Alabe e serbatoio di Pianu ‘e Murtas, non più servito dall’acqua di Luzzanas. Intanto Abbanoa sottolinea anche di aver stanziato 35mila euro per lavori urgenti di manutenzione straordinaria che consentiranno di far fronte alle emergenze nei prossimi mesi.

Anche perché tra progetti, appalto e lavori sulla foranea i tempi previsti superano i due anni. Una mossa prudente e lungimirante, visto le condizioni del degradato tubo in cemento amianto che questa volta ha presentato il conto dei suoi limiti in piena estate, nel bel mezzo dell’alta stagione.

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