Il giovane che vuole “ribaltare” il Pd

Alessio Mandis, sindaco 29enne di Gonnostramatza, si candida alla segreteria provinciale

ORISTANO. La faccia da bravo ragazzo ce l’ha: e in effetti Alessio Mandis un ragazzo lo è davvero: ha 29 anni e ne aveva 24 quando divenne sindaco di Gonnostramatza, estrema periferia sud della provincia. Di essere bravo dovrà dimostralo innanzitutto nella competizione per la conquista della segreteria del Pd e, se eventualmente dovesse vincere, nella guida di un partito sfaccettato e spesso conflittuale. Ieri mattina Mandis ha sciolto la riserva e ha accettato l’invito che gli era stato fatto da una trentina di iscritti (Carlo Sercis, Alessio Broccia, Gianluca Pusceddu, Francesco Federico, Alessandra Piras, Alessandra Corongiu, Tiziana Pisu, Cristina Pompianu, Paola Piras, Stefano Putzolu, Pietro Casula, Sandro Marchi, Susanna Ledda, Delisa Dettori, Nicoletta Sanna, Federica Piras, Davide Rullo, Valerio Spanu, Giorgio Deiana, Riccardo Scintu, Bartolomeo Di Maria, Sofia Demartis. Sonia Floris, Bartolomeo Cabula, Antonello Rossi, Fabrizio Miscali, Piero Onida, Luigi Cossu, Maria Atza, Manuela Cao, Battista Ghisu, Luisa Corriga, Livio Deligia).

Proprio da quella proposta parte il percorso di Mandis verso il congresso: «Ho valutato attentamente la proposta – ha detto ieri nel corso di una conferenza stampa – e accetto con piacere l’impegno di rappresentare al meglio il fulcro di quel progetto».

Il giovane sindaco di Gonnostramatza, anche in virtù del vantaggio anagrafico, punta molto sul concetto di rinnovamento e su un altro che ha ripetuto più volte durante l’incontro con i giornalisti: «Ribaltare la scatola». Che, semplificando, sarebbe l’intenzione di ribaltare il rapporto tra vertici e base del partito, portando al centro le esigenze del territorio, anche quello più periferico rispetto al “cuore” dell’apparato. Un partito che, comunque, con il peso di Oristano città dovrà fare i conti. E dovrà fare i conti anche con l’amministrazione comunale guidata dal centrosinistra in un rapporto spesso difficile proprio col Pd: «Le divisioni e le difficoltà di sono sempre in un grande partito», ha detto Mandis a questo proposito. Glissando su un tema che dovrà essere affrontato a tempo debito.

Per il resto il candidato alla segreteria immagina un Pd «che si soffermi sull’emergenza lavoro e sull’emergenza giovani», che non lasci soli i sindaci «anche quando si ribellano alle trivelle», che «costruisca dal basso, partendo dal

territorio».

Una parte del Pd oristanese (compreso il segretario uscente Gianni Sanna). Lui ci mette l’entusiasmo dei suoi 29 anni, una laurea triennale in storia e informazione e un corso di studi per il biennio momentaneamente sacrificato alla politica. Il resto si vedrà al congresso.

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