Sindaci in barca contro il poligono sul lago Omodeo

Corteo dal molo Monte Simeone, esercitazioni a fuoco rintenute inconciliabili coi progetti naturalistici promossi dai comuni

SORRADILE. La crociata anti-poligono riprende stamani dal molo di Monte Simeone. Gli amministratori comunali della cintura circumlacquale che chiedono il trasferimento o la chiusura del campo di tiro in uso al Caip solcheranno le acque dell’Omodeo a bordo dei battelli di proprietà del Circolo nautico Sorradile e del Comune di Soddì.

Una mobilitazione nata per difendere e portare avanti le politiche di tutela e valorizzazione delle aree naturalistiche che gravitano attorno al lago e che vedono proprio nello specchio d’acqua incuneato tra il Guilcier e il Barigadu il simbolo e il trampolino di lancio di tutte le azioni volte al rilancio in chiave turistica del versante nord-orientale della provincia.

Un obiettivo che, secondo lo zoccolo duro della protesta, mal si concilierebbe con le esercitazioni a fuoco. Uno dei più accaniti oppositori del campo di tiro è il sindaco di Sorradile, promotore dell’odierna azione dimostrativa: «Non diciamo “no al Caip” – chiarisce Piero Arca – ma al poligono, che è in contrasto con tutte le progettualità sullo sviluppo del territorio».

Alla manifestazione di protesta è prevista la partecipazione delle associazioni ambientaliste, del partito indipendentista ProgRes Aristanis e dei comuni cittadini che hanno sposato la causa, a disposizione dei quali saranno messi alcuni dei natanti che verranno calati in acqua alle 10,30.

Ad aprire il corteo navale sarà il battello occupato dagli amministratori, che sbandiereranno gli striscioni con la scritta “No al poligono”.

Le proposte su siti alternativi al compendio di Zuri non erano mancate, a cominciare da quella delle cave dismesse prospettata dal sindaco di Nughedu Santa Vittoria. Al pari dell’omologo di Abbasanta, Francesco Mura si è sempre detto favorevole alla ricerca di soluzioni logistiche condivise ma non alla cancellazione incondizionata del poligono.

Uno sforzo apprezzato dai funzionari di polizia presenti

alla riunione presieduta dal prefetto un paio di mesi fa, mentre era stata subito respinta l’ipotesi avanzata dal sindaco di Sorradile Arca, che aveva caldeggiato il trasferimento delle esercitazioni militari a Capo Frasca, oggi più che mai nella bufera. (Maria Antonietta Cossu)

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