Elettrodotto ed eolico, il no del Sarcidano

Domani manifestazione a Cagliari del comitato spontaneo che si oppone alla realizzione delle opere

LACONI. Il vento di protesta soffia forte in Sarcidano dove è ancora rivolta contro la realizzazione dell' elettrodotto Ensar-Terna. La stagione in arrivo si preannuncia come un autunno particolarmente caldo per le popolazioni coinvolte dal progetto, che da mesi lottano per cercare di fermare quello che considerano un pericolo per la salute e per l'ambiente.

Dopo le assemblee pubbliche dei mesi scorsi, i documenti deliberati dai consigli comunali e la costituzione di un comitato spontaneo, domani, in occasione della Conferenza dei servizi del progetto Ensar-Terna, è prevista una nuova azione di protesta con un sit-in organizzato dal “Comitato No elettrodotto”.

I partecipanti si daranno appuntamento a Cagliari in via Roma davanti alla sede del Savi il Servizio della sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali della Regione.

L'obiettivo è «pressare la Regione perché respinga il progetto» dicono i promotori. Il progetto contestato è riconducibile alla società Ensar srl che sta cercando di ottenere le autorizzazioni per realizzare nel territorio di Nurri un impianto per la produzione di energia elettrica, con le relative opere ed infrastrutture connesse, da fonte rinnovabile eolica della potenza nominale di 57mila chilowattora. Il progetto prevede l'installazione di 18 aerogeneratori da 3 megawatt di cui 10 in località Corti Turaci e 8 in località Arreixi e la realizzazione di due elettrodotti ad alta tensione nei Comuni di Laconi, Nurallao, Isili, Genoni e Nuragus tra le due nuove stazioni elettriche ubicate rispettivamente a Isili e Laconi.

«Un progetto d'impatto devastante», lo ha definito il deputato di Unidos Mauro Pili che nei mesi scorsi ha presentato una interrogazione al ministro dell'Ambiente.

Nonostante alcuni incontri tra i cittadini e i rappresentanti della società, i quali hanno ribadito la sicurezza dell'impianto e l'assenza di rischi per la salute, nonché il minimo impatto ambientale possibile, i timori delle popolazioni del Sarcidano restano.

Si teme l'inquinamento da onde elettromagnetiche con conseguenti rischi per la salute dei cittadini, soprattutto dei bambini, ma anche i danni al patrimonio boschivo e alle aree destinate a pascolo e coltivazioni.

Altro aspetto più volte ribadito nel corso

dei mesi è l'utilità, per le popolazioni coinvolte, di dover realizzare l'elettrodotto, perché, sottolineano i cittadini, «in Sardegna si produce energia elettrica ben oltre il fabbisogno locale, senza che i consumatori e le imprese del territorio traggano alcun beneficio».

Ivana Fulghesu

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