Due consigli comunali riuniti sul caso asilo nido

Simaxis e Solarussa si confrontano dopo il contestato affidamento della gestione Entrambi i paesi fanno parte dell’Unione dei Comuni della Bassa Valle del Tirso

SIMAXIS. Il caso Abbamama sbarca in consiglio comunale. Questa sera alle 19, infatti, l’assemblea civica affronterà il tema che aveva ridotto ai mini termini il rapporto tra gli amministratori simaghesi e i loro colleghi di Solarussa. In ballo c’è la questione dell’asilo nido di Simaxis, gestito dalla cooperativa Sinnos, proposta all’Unione dei Comuni della Bassa valle del Tirso e del Grighine proprio dal sindaco simaghese, Franco Cossu.

L’idea era quella di richiedere un finanziamento alla Regione per il servizio di asilo nido e, contemporaneamente, proporre la possibilità che la stessa Unione potesse gestire il servizio. Una richiesta che aveva scatenato una risposta piccata, poi in parte ritrattata, da parte del sindaco di Solarussa, Enrico Marceddu, e messa nero su bianco sui verbali della riunione dell’Unione: «L’Unione si deve rapportare a una struttura pubblica – aveva detto Enrico Marceddu – e credo non sia opportuno sostenere l’iniziativa, anche perché la struttura è gestita da un parente del sindaco di Simaxis».

Una volta che l’affermazione era di dominio pubblico, il primo cittadino di Solarussa aveva provato a ricucire i rapporti con il collega. Un tentativo ancora in corso dato che, proprio stasera, è previsto l’intervento di Mario Tendas, vice di Marceddu. Il botta e risposta tra amministrazioni, poi, aveva generato la risposta dei soci della cooperativa Sinnos: «Un confronto pubblico è una rara occasione per provare ad aprire una breccia nel muro di disinteresse e silenzio costruito attorno alle tematiche dei nidi d’infanzia e delle famiglie», avevano scritto i soci prima che la notizia di un consiglio comunale fosse diramata dal sindaco.

«La cooperativa Sinnos è formata da professioniste e agisce da anni nel territorio di Simaxis proponendo e portando avanti un’alleanza con le famiglie basata sulla qualità del servizio, sulla trasparenza e sul coinvolgimento delle famiglie stesse nel progetto Abbamama che fornisce un servizio sperimentale che comprende le consulenze pedagogiche, la mediazione familiare e tanti corsi e stage realizzati in collaborazione con la Asl e altre istituzioni del territorio – precisano i soci prima di chiudere con un pensiero dedicato alle parentele più o meno illustri –. In comunità come le nostre è probabile che ci siano parentele tra abitanti e amministratori,

ma queste parentele non possono essere usate in modo strumentale e discriminatorio», concludono quelli di Abbamama che, questa sera, saranno probabilmente in sala per seguire un consiglio comunale annunciato da un bando rivolto a tutta la popolazione che è stata inviata in Comune per le 19.

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