Comincia il sinodo, la diocesi si rinnova e apre anche ai laici

Terralba, gli appuntamenti proseguiranno sino a gennaio Obiettivi la fine del monopolio clericale e il ringiovanimento

TERRALBA. Centotrentasei paragrafi dell’Instrumentum laboris custodiscono il volto nuovo della diocesi di Ales-Terralba. Ottanta tra laici, sacerdoti, religiosi e suore lo scopriranno lavorando per quattro mesi al sinodo, gli stati generali della chiesa locale. Si inizia oggi alle 18 con una liturgia penitenziale nella cattedrale di Terralba. La conclusione sarà invece il 25 gennaio nella primaziale di Ales.

Il documento sul quale lavoreranno i padri sinodali si divide in tre parti. Nella prima si legge il nostro tempo, «in chiave di speranza», precisa monsignor Nico Massa, che ha coordinato con altri quattro sacerdoti e due laici i lavori preparatori. È chiaro fin dalle prime pagine l’obiettivo indicato dal vescovo Giovanni Dettori: far crescere la chiesa diocesana in stile e in spirito di comunione. «Questo spirito – dice monsignor Massa, parroco a Guspini – deve ispirare anche l’aspetto organizzativo e le dinamiche ecclesiali. All’orizzonte ci sono le unità pastorali, nei vari assetti che possono assumere nella diversità delle situazioni».

La seconda parte presenta una suggestiva icona biblica, che ispira il proseguo della riflessione: la traversata del lago la sera successiva alla moltiplicazione dei pani, secondo il Vangelo di Giovanni. La situazione crepuscolare, serale e quindi notturna suggerisce una lettura del tempo presente, che vive il suo occidente: fase di tramonto di una civiltà cristianamente ispirata.

Con la terza parte si entra nel vivo della tematica affidata al Sinodo: quale Chiesa nel futuro? Una riflessione che coinvolge tutto il popolo di Dio. «Soprattutto i laici – aggiunge Nico Massa –. Si riprendono le indicazioni del Concilio, che vogliono i fedeli impegnati nel mondo. Anche dentro la Chiesa i laici sono chiamati a condividere in pieno la responsabilità della missione di evangelizzazione». Il risultato finale del sinodo potrebbe portare a una vera rivoluzione: «L’uscita dal quasi monopolio clericale e il coinvolgimento laicale determineranno un deciso ringiovanimento e rinvigorimento delle forme di pastorale».

Un interrogativo aleggia su questa svolta auspicata da molti, vescovo compreso: i preti saranno d’accordo? «Nel documento base del sinodo – spiega monsignor Massa – se ne traccia già una possibile configurazione, che si prevede graduale. Tra i frutti immediati del sinodo il superamento delle frammentazioni in parrocchie e gruppi autosufficienti e l’attivazione di sinergie che portino ad una pastorale integrale, a servizio delle persone, nelle dimensioni di vita reale».

Tre gli ambiti in cui si articoleranno le sessioni sinodali. Oggi a Terralba, si terrà la sessione inaugurale. Verrà illustrato l’Instrumentum Laboris. Quindi verranno presentate le fasi dei lavori del Sinodo, e le modalità con cui si svolgeranno le varie sessioni. Il 19 ottobre l’assemblea sinodale della seconda sessione, preceduta da due incontri della commissione di ambito (8-9 ottobre). Il 9 novembre la terza sessione sinodale sarà preceduta dalle riunioni della commissione d’ambito il 24 e il 31 ottobre. Il 30 novembre ci sarà una sessione sinodale plenaria. La

commissione preparerà i lavori negli incontri del 14 e 21 novembre. Nel corso della quinta sessione, l’11 gennaio, primo esame del documento finale, che sarà approvato il 18. L’ultima domenica di gennaio, festa della conversione di San Paolo, celebrazione conclusiva, nella cattedrale di Ales.

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