Dai segnali di fumo allo sponsor

Nughedu, sostegno alla squadra dal gestore telefonico titolare di un ripetitore

NUGHEDU SANTA VITTORIA. La prima squadra del Nughedu Santa Vittoria è testimonial della Vodafone. È trascorso appena un anno da quando in paese si levarono i segnali di fumo per richiamare l’attenzione dei colossi della telefonia mobile e convincerli a investire in un piccolo borgo dell’entroterra. Da allora la situazione sul fronte delle comunicazioni è cambiata radicalmente grazie all’entrata in funzione di due ripetitori attivati da altrettanti gestori. E il nome di uno di loro stampato sulle maglie dell’undici locale testimonia l’effetto dirompente di una trovata provocatoria sulla condizione d’isolamento patita fino a quel momento dal paese. Il debutto in campionato con il nome del colosso delle telecomunicazioni impresso sulle casacche è avvenuto domenica, in coincidenza con la prima partita casalinga del Nughedu Santa Vittoria, tornato sui campi di calcio a circa dieci anni dallo scioglimento della vecchia società. Un rientro col botto, perché grazie all’affermazione sull’Aidomaggiore la squadra di terza categoria guida la classifica del girone (in coabitazione con l’Orotelli) a punteggio pieno. L’ultima però è stata forse la partita più emozionante, quella in cui la squadra si presentava ai suoi tifosi dopo una prolungata assenza e alla società che ha creduto nell’impresa sportiva. Avventura cominciata mesi addietro con Comune e nuovo gruppo dirigente che hanno unito le forze per rifondare la Polisportiva e chiedere poi alla Vodafone di sostenere il progetto. La compagnia ha accettato e ha fornito alla società biancoceleste le tenute sportive e alcune attrezzature. Il finanziatore principale del sodalizio resta il Comune, che ha recentemente concesso 7mila euro, ma il sostegno dello sponsor tecnico sarà una garanzia in più per un’associazione dilettantistica agli esordi. Anche se a stagione agonistica appena iniziata ha già colto più di un obiettivo: un patron dal nome altisonante, il primato in classifica e, forse quello più importante, l’aver trasformato una rinascita in un’occasione di socializzazione. «Abbiamo preso spunto dalla questione del ripetitore per continuare ad animare la comunità», conferma il sindaco Francesco Mura, autore della plateale protesta sui telefonini muti. In quest’ottica s’inserisce l’obiettivo

della società presieduta da Dante Loi d’incentivare la nascita dei reparti giovanili. Nel frattempo onorare i colori sociali sarà compito della formazione allenata da Roberto Zedde, un amalgama di giocatori di età compresa fra i sedici e i cinquant’anni.

Maria Antonietta Cossu

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